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Treno della Val Venosta. Visita dei rappresentanti del Bard con i sindaci

logo-belluno-autonoma-leggera“Un modello da copiare anche nel Bellunese”: la visita sul treno della Val Venosta organizzata dal movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti ha raccolto il favore dei primi cittadini presenti.
A guidare gli oltre 30 partecipanti alla visita, Walter Weiss, ex sindaco di Naturno, presidente dell’associazione “Amici della Ferrovia” e tra i promotori del ripristino della tratta ferroviaria. Il viaggio da Merano a Malles ha previsto alcune soste per illustrare lo sviluppo turistico attorno alla ferrovia: a Rablà, tappa al Museo del treno, dove un plastico lungo 62 metri riproduce l’intero sistema ferroviario dell’Alto Adige, museo che fa registrare ogni anno oltre 20mila presenze. A Stava, frazione di Naturno,la comitiva ha visitato la Stazione d’avventura, area attrezzata con punto di ristoro e intrattenimenti a tema ferroviario per i più piccoli: la struttura è gestita dai volontari dell’associazione Amici della Ferrovia
“Qui il turismo si è sviluppato anche grazie alla ferrovia; – ha spiegato Weiss – ogni stazione offre servizi e opportunità culturali ai turisti, e garantisce trasporti sicuri ai pendolari, diventando la porta per i paesi. In pochi anni, siamo passati da 500mila passaggi all’anno a oltre 2 milioni: turisti stranieri ed italiani, appassionati di biciclette, ma anche lavoratori e studenti. Questa valle aveva bisogno di una via di comunicazione senza traffico; quando abbiamo proposto il ripristino della tratta, solo 3 sindaci su 13 erano favorevoli, ma quando anche la giunta provinciale ha abbracciato il progetto tutti, sindaci e cittadini, hanno accettato la scommessa”.
Proprio ai sindaci era indirizzata la visita in Val Venosta, che pare aver colpito nel segno: “È un modello costruito e realizzato benissimo, tanto per gli studenti che per i turisti; – il commento di Renzo Bortolot, sindaco di Zoppè di Cadore e presidente della Magnifica Comunità di Cadore – un’idea che potrebbe funzionare anche da noi, ma per partire dobbiamo essere i primi a crederci, e per questo porterò questa esperienza ai sindaci cadorini, ma l’ultima parola spetterà ai cittadini”.
“Questo è un treno che funziona in ogni periodo dell’anno: – sottolinea Luca De Carlo, primo cittadino di Calalzo di Cadore e presidente dell’Unione montana Centro Cadore – prova ne è che nel giorno della Festa dell’uva di Merano centinaia di persone hanno sì utilizzato il treno per raggiungere la festa, ma anche per lasciare Merano per altre destinazioni. È la dimostrazione che la gente usa il treno là dove funziona: se noi crediamo che il turismo bellunese possa viaggiare sulle rotaie – e io sono uno di questi -, allora questo è un sistema certamente da esportare”.
Presenti anche il vicesindaco di Valle di Cadore, Gabriele Soravia, e l’assessore del comune di Santa Giustina, Ivan Minella: “Realizzerò una relazione da illustrare in Unione montana. – ha spiegato Minella – Quando si parla di anello delle Dolomiti, bisogna pensare anche al tratto basso, tra Feltre e Primolano, e i sindaci del Feltrino devono ragionare concretamente su questa opportunità”.
In Val Venosta anche Alessandro De Nardi, del gruppo Trenibelluno: “Al capolinea di Malles c’è l’interscambio gomma-rotaia; basta attraversare un marciapiede per scendere dal treno e salire sui bus che possono portare anche in Austria o Svizzera. Un esempio di mobilità integrata che collega tutte la valli con servizi pubblici e informazioni efficaci; anche nel Bellunese ci sono buone pratiche, come a Calalzo dove la fermata dei bus è appena all’esterno della stazione, ma si può fare ancora di più, soprattutto sotto il profilo delle informazioni alla clientela”.
“Una giornata importante per conoscere le buone pratiche, anche in vista delle scelte per il nostro territorio. – conclude Alessandra Buzzo, sindaco di Santo Stefano di Cadore e presidente Bard – Oggi si parla molto di mobilità su rotaia nel Bellunese: qui sono esperti di viabilità ferroviaria, sanno lavorare bene e da loro possiamo studiare e capire quali le soluzioni migliori da riportare nel nostro territorio”.

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