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Riforma della sanità sospesa in Regione per salvare Veneto sviluppo. Nomina del cda entro oggi. Confermati 4 consiglieri

Consiglio regionale del Veneto
Consiglio regionale del Veneto

La giunta regionale per il regolamento, presieduta dallo stesso presidente del Consiglio regionale Veneto, Roberto Ciambetti, ha stabilito che è possibile sospendere il dibattito sul Pdl 23 di riorganizzazione delle Ulss e istituzione dell”azienda zero attualmente in discussione per affrontare con urgenza le nomine della finanziaria regionale Veneto Sviluppo.
La nomina è infatti “un atto di natura amministrativa indifferibile, la cui mancata adozione potrebbe recare pregiudizio in capo alla Regione”, in quanto la Banca d’Italia revocherà alla finanziaria regionale la possibilità di operare come intermediario finanziario se il nuovo Cda non sarà definito entro oggi. I lavori in aula sulla riforma della sanità sono quindi sospesi non per permettere lo svolgersi di trattative sul riordino delle Ulss tra maggioranza e opposizione, ma per la convocazione della conferenza dei capigruppo, che dovrà occuparsi dell”iter delle nomine del consiglio d’amministrazione di Veneto Sviluppo.

Il Consiglio regionale Veneto ha eletto quindi i nuovi membri del Cda della finanziaria regionale Veneto Sviluppo, che sono quattro (più tre eletti dai soci privati). I nomi sono: Massimo Tussardi, Andrea Antonelli, Patrizia Geria e Simonetta Acri.

Si tratta di professionisti che facevano già parte del precedente Cda, a cui la Regione ha chiesto di fare un passo indietro per permettere la riduzione dei membri del 50%, come imposto dal Governo per contenere i costi. E nel precedente Cda c’era anche Giansandro Todescan, proposto dalla minoranza, che è rimasto escluso. A dire il vero Todescan ha preso lo stesso numero di voti di Simonetta Acri, che però è una donna e, dato che nel Cda c’erano già due uomini e una sola donna, l’ha avuta vinta per garantire l’equilibrio di genere.
Acri era la seconda delle due figure proposte dall’opposizione: non fosse entrata, le polemiche, che già hanno riempito il pomeriggio, si sarebbero ulteriormente inasprite.
L’opposizione non ha infatti gradito la decisione del presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti di sospendere la discussione sulla riforma della sanità in nome dell’urgenza dell’elezione del Cda. L’urgenza, hanno sostenuto a turno i membri della minoranza, non c’è. Perché non è vero che il 30 settembre, cioè oggi, è il termine ultimo fissato dalla Banca d”Italia per l’elezione del Cda, pena la revoca del mandato di “intermediario finanziario” per Veneto Sviluppo, con conseguente paralisi delle sua attività.

“Il termine era lo scorso 8 settembre”, attacca Marino Zorzato (Area Popolare). E poi con l’elezione di oggi non si risolve granché, perché manca l’atto formale della nomina. Ma quel che è peggio è che la Giunta sapeva della necessità di ridurre il numero dei membri del cda già dallo scorso ottobre, quindi non si capisce perché a gennaio 2016 ne siano stati nominati 13, dichiara Stefano Fracasso (Pd), che continua: “L’iscrizione al registro degli intermediari finanziari manca dal 2014, vorrei sapere quali delle attività di Veneto Sviluppo ne hanno risentito. O volete dirci che la finanziaria è bloccata da due anni e nessuno se n’è accorto? Nemmeno il suo presidente che altrimenti penso ci avrebbe mandato almeno una letterina per chiederci di intervenire”.
L’urgenza della nomina, in sostanza, sarebbe finta, sostiene l’opposizione. E quindi Ciambetti non poteva sospendere la discussione sulla riforma della sanità. “Allora da adesso in poi per ogni nomina sospenderemo il Consiglio e voteremo”, chiede il dem Piero Ruzzante, “perché a quanto pare le elezioni hanno la priorità sui processi legislativi”. E Zorzato tira fuori anche una questione di legittimità del bando di Giunta per selezionare i candidati.

La gara era infatti per quattro candidati, tanti quanti ne spettano al socio pubblico. Ma la revoca del consigliere Leonardo Colle, unico membro del Cda a non essersi dimesso dopo la richiesta della Regione (forse perché non gli è stata promessa la rielezione come agli altri, ipotizza Zorzato), è stata votata dal Consiglio solo oggi, pochi minuti prima dell’elezione del nuovo Cda. “E se il Consiglio vota contro la revoca cosa facciamo, eleggiamo lo stesso quattro consiglieri anche se i posti liberi sono tre?”, chiede Zorzato.

Alla fine però il tempo a disposizione degli interventi finisce e il Consiglio deve votare. La minoranza si astiene sulla revoca di Colle, che passa con i 27 voti della maggioranza. E poi arriva l’elezione, a cui partecipano 34 Consiglieri sui 51 presenti. I lavori sulla riforma della sanità riprenderanno martedì prossimo alle 14.30 (Fat/ Dire)

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