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I veneti traditi dai veneti. Cristina Guarda: “La Regione ha 2 milioni accantonati, usiamoli per i veneti truffati dalle banche”

Cristina Guarda
Cristina Guarda

“Durante il Consiglio straordinario per la lettura della relazione della Commissione speciale d’inchiesta Sistema bancario veneto ho visto una maggioranza, ancora una volta, far polemica invece di proposte concrete. Ai veneti truffati poco importa dei nostri pareri e delle scaramucce politiche. A loro interessano le proposte e la garanzia di giustizia, di quel principio di uguaglianza davanti alla legge che tutti vogliamo onorare”.

Lo afferma Cristina Guarda, consigliere regionale, eletta nella lista Alessandra Moretti Presidente nella Circoscrizione di Vicenza.
“E allora veniamo al punto – prosegue l’esponente veneto del Pd – : se non possiamo parlare di inchieste e indagini, se i responsabili sono ancora liberi e le cause pendenti, parliamo di come i veneti possono tutelare i veneti! Famiglie, anziani, realtà sociali raggirati e travolti dal disastroso uragano banche. Risparmi spariti così come il futuro, incerto ora se non rubato. Non parliamo ora degli azionisti consapevoli, ma di persone indotte con la truffa. Doveroso è, allora, ricordare oggi Antonio Bedin. Ma, allora, come i veneti possono aiutare i veneti?

C’è bisogno di un atto di responsabilità ulteriore. Abbiamo quest’anno accantonato 2 milioni di euro per prepararci a finanziare il referendum sull’autonomia del Veneto. Già 3 mesi fa, in una nota trasmissione veneta, lanciavo una sfida al consigliere Finco: proponevo che queste risorse fossero invece utilizzate per aiutare i troppi veneti in difficoltà, in particolare quelli truffati dalle nostre, un tempo apprezzate, banche venete. Una proposta che può essere accolta in 2 modi: come provocazione o come opportunità.

Sono certa che i Veneti autentici accorderanno nell’opportunità, capendo che vi sono priorità. E ora la priorità è sostenere le famiglie e i cittadini che oggi sono in ginocchio anche perché raggirati dagli istituti bancari inquisiti, la priorità aiutare questi cittadini non solo per le spese legali ma anche incentivando il sostegno sociale dei Veneti in difficoltà economica a rischio povertà. E in questa direzione presentiamo un emendamento alla mozione per istituire un fondo per i Veneti in condizioni di indigenza. Sono certa che ognuno dei consiglieri qui presenti ha a cuore il futuro di questi cittadini. Veneti pragmatici che riconoscono le urgenze e converranno con me nel chiedere al Presidente un atto di responsabilità: continui (o inizi?) la corsa all’autonomia del Veneto secondo i passaggi previsti dalla nostra Costituzione, onorando le promesse di autonomia già espresse nel suo programma elettorale e già votato dai Veneti.

L’Autonomia si può chiedere senza spendere soldi, prevista dall’articolo 116 della Costituzione e forse ce l’avremmo avuta già da un decennio. E scelga di destinare i 2 milioni già accantonati e i previsti altri 12-15 milioni che ci potrebbe costare il suo referendum, destinandoli non solo al fondo legale per i Veneti truffati, ma implementando i fondi per le famiglie a rischio povertà. I veneti sono pragmatici, concreti. Il presidente lo sa meglio di me. E concretamente riconosceranno che spendere 12-15 milioni o anche solo 2, per un referendum di cui già sappiamo il risultato, sarebbe egoistico atto politico, irrispettoso dei veneti che sono in difficoltà.

E sicuramente questi cittadini riconosceranno il merito – conclude Cristina Guarda –  apprezzando le istituzioni e i politici coraggiosi, capaci di coraggiose rinunce per il proprio amato Veneto.

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