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L’archivio del Vajont resta a Belluno. D’Incà: “Avviata la procedura per il riconoscimento Unesco Memoria del mondo”

Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle
Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Nell’ottobre 2015 ricorreva l’anniversario della tragedia del Vajont, costata 1910 vittime e la distruzione di buona parte dei paesi di Longarone, Codissago ed Erto. Una tragedia che ora torna d’attualità a causa della questione relativa alle carte del processo custodite nell’archivio di Stato di Belluno. “L’archivio di Stato di Belluno, istituito nel 1973 e attivo dal 1976, rischia la chiusura per carenza di organico” scrive il parlamentare Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo all’inizio del 2016.

La risposta del Ministero arriva in poco tempo e conferma che l’Istituto continuerà ad avere la sua sede a Belluno. Sul problema della carenza di personale presso l’Archivio, il MoVimento rende noto che vi sono solo sei persone con qualifica amministrativa più il direttore, l’unico ad avere la qualifica di archivista, nominato pro tempore e a scadenza. Il Ministero rassicura che da dicembre 2015 sono state autorizzate 500 assunzioni di funzionari da inquadrare nel profilo professionale di archivista e possono essere assegnate anche all’Archivio di Stato di Belluno.

In merito alla gestione dell’archivio esiste un accordo temporaneo, tra Ministero e Comune di Longarone, per la conservazione e la digitalizzazione dei documenti processuali del Vajont salvati dal terremoto a L’Aquila. La convenzione del 2009 prevedeva la restituzione dei documenti entro il 31 dicembre 2012, dopo il termine della digitalizzazione, terminata nel 2014. Nel frattempo è iniziato un progetto per far riconoscere i documenti processuali all’UNESCO, come «memoria, del mondo», da parte dell’associazione Tina Merlin, della Fondazione Vajont, dell’archivio di stato di Belluno, del comune di Longarone e del giudice Fabbri che si occupò del processo Vajont.

A seguito dell’interrogazione del MoVimento 5 Stelle, il Ministero informa che a gennaio 2016 si è svolta presso l’Archivio di Stato di Belluno una riunione a cui hanno partecipato i rappresentanti del Comune di Longarone, Archivio di Stato dell’Aquila, direzione Generale Archivi e Archivio di Stato di Belluno. L’incontro si è svolto in merito alla procedura per la presentazione della candidatura necessaria ad iscrivere l’archivio processuale del Vajont nel Registro della Memoria dell’UNESCO e nell’occasione è stata predisposta la bozza di accordo per la costituzione del gruppo promotore della  candidatura ed è in corso di redazione il testo da proporre alla Commissione Italiana UNESCO e successivamente alla Commissione di Parigi. Resta infine da realizzare la pubblicazione on line dei documenti su un Portale telematico dedicato all’interno del SAN, Sistema Archivistico Nazionale, che consentirà la consultazione dei documenti.

“Credo con questa risposta di aver dato voce a quei cittadini bellunesi che, preoccupati del futuro del nostro Archivio, si sono interessati e hanno posto un così importante quesito al Ministero. Il Movimento 5 Stelle ancora una volta si dimostra portavoce del territorio bellunese” conclude l’attuale presidente del gruppo parlamentare alla Camera del M5S Federico D’Incà.

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