
“A me non piace il cliché, mi piace cambiare, sperimentare. Il registro non è più il noir né il giallo dei primi tre libri, ora è il thriller”. Lo ha detto Roberta Gallego, magistrato e scrittrice, sabato pomeriggio in Sala Muccin, al Centro Giovanni 23mo di Belluno, gremita di pubblico per la presentazione del suo ultimo libro “Gli occhi del Salar” (Tea Editrice; 275 pag. 15€).
“Il Salar è il terzo lago al mondo per estensione e si trova sull’altopiano meridionale della Bolivia a quota 3.650 metri. E’ costituito per lo più da sali e sulla sua superficie vi sono dei buchi, quasi invisibili, punti pericolosi che la gente del posto chiama ‘gli occhi del Salar’ e che, secondo antiche leggende Inca, inghiottivano le carovane. Nel mio libro – rivela l’autrice – sono le orbite vuote di qualche personaggio. La capacità di inghiottire un pulmino”.
La trama del thriller infatti, ruota intorno alla sparizione di uno scuolabus con sette bambini, figli delle famiglie più in vista della città. Chi ha interesse a far sparire qui bimbi? Toccherà al sostituto procuratore Anna Vescovo risolvere il caso, mentre le prime pagine dei giornali incalzano. La Procura e l’intera squadra di sostituti, poliziotti e carabinieri, è chiamata ad agire subito per dare una risposta alla cittadinanza.
“Il sentimento dominante, vista la storia, dovrebbe essere la paura. Invece – racconta Roberta Gallego – è la rabbia. Una rabbia fredda, nei colpevoli e nei non colpevoli, perché i ruoli si confondono, tutti pervasi da una rabbia lontana”.
Il thriller che si consuma nei corridoi della Procura immaginaria di Ardese, tuttavia, potrebbe essere verosimile. “C’è il narcisismo, che è molto presente nei magistrati – sottolinea l’autrice – e al tempo stesso il timore di fallire, un’eventualità che se si verifica, poi rimane appiccicata a vita ancorché sia stato l’unico insuccesso di tutta la carriera di quel magistrato … il pm di Cogne, il pm della Uno bianca”.
Nel corso della presentazione, Roberta Gallego ha parlato anche del caso di Erri De Luca. “La sentenza che lo assolve dal reato di istigazione a delinquere è ineccepibile – ha detto – ma io non posso pensare che De Luca non abbia considerato le conseguenze di quelle sue affermazioni”. (De Luca in alcune interviste aveva sostenuto che la “Tav va sabotata”. Il pm aveva chiesto una condanna di otto mesi di reclusione. Il Tribunale di Torino lo ha assolto perché il “fatto non sussiste“ ndr).
Non è mancato sul finale l’aneddoto, che potrebbe preludere ad un prossimo libro. “E’ un fatto realmente accaduto – assicura Roberta Gallego – una mamma trafelata dice al maresciallo dei carabinieri in servizio sulle piste di sci di non trovare più il figlio, un ragazzino di cui fa una descrizione minuziosa. E’ alto 1 metro e 40 pesa 27 Kg. ed elenca tutti i dettagli degli indumenti che indossa, colore, marca, ecc. In breve tempo viene localizzato il ragazzino. Solo che la madre aveva dimenticato un particolare per lei irrilevante nell’identificazione del figlio, ossia che era un bambino di colore adottato. Le vicende nelle procure, insomma, – ha concluso l’autrice – sono a volte drammatiche, ma molte altre volte anche divertenti”.
Al termine della serata, un ricco buffet con il brindisi.
