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domenica, Marzo 7, 2021
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Il Comitato d’Intesa ha un nuovo consiglio direttivo. Il 5 novembre la nomina delle cariche sociali

Nevio Meneguz e Giorgio Zampieri
Nevio Meneguz e Giorgio Zampieri

Il Comitato d’Intesa di Belluno ha un nuovo consiglio direttivo. Sei riconferme più una nuova entrata, la candidata di Belluno donna, Francesca Quaglia (47), che si affianca ai rieletti Giorgio Zampieri (68 voti), Gianluca Corsetti (64), Mauro Decet (59), Liliana Tomaselli (56), Antonio Dazzi (56), Luigi Fornasier (47). Sono stati nominati anche i tre membri del collegio sindacale (revisori dei conti) Romeo Bristot (59), Urbano Bona (63) e il nuovo candidato Ennio Colferai (63). Guido Pavan (74) è stato riconfermato membro dell’organo di controllo del Csv, che sarà composto anche da un designato dal Co.Ge. e da un designato dalla amministrazione provinciale. Giovedì 5 novembre il nuovo consiglio si riunirà per eleggere presidente e vicepresidente e nominare il segretario, si procederà quindi alle nomine per la composizione del nuovo consiglio direttivo del Csv.
«Ci sono molte preoccupazioni che sento e che altri mi confermano», ha affermato il presidente uscente Giorgio Zampieri poco prima dello spoglio delle schede, in una sorta di testamento ideologico: «Nel volontariato manca il turn over e i volontari sono sempre meno. L’impegno nel diventa sempre più gravoso per quantità, per la formazione richiesta, che è sempre più professionalizzante, per impegni familiari. Le associazioni stanno invecchiando: per questo bisogna investire sempre di più sui giovani. Il cambio generazionale sarà possibile solo con l’apertura e l’accoglienza, trasmettendo i veri valori del volontariato». La riflessione non può che allargare le prospettive: «Stiamo attraversando un momento di profonda crisi, non solo economica: osserviamo la costante diminuzione dell’incremento annuo di nuovi volontari. Gli attuali dirigenti fanno parte della generazione andata in pensione quando poteva ancora dare suo contributo. La gratuità è la nostra identità specifica, ma con la Riforma stiamo andando sempre più verso la cooperazione e impresa sociale, che non sono volontariato. Dobbiamo riconoscere i nostri limiti: non possiamo assumerci compiti strutturati, con operatori a tempo pieno. Dobbiamo valorizzare il nostro potenziale senza mortificarlo. Ci dedicheremo al volontariato con ancora più cura, nonostante diminuzione delle risorse».
Incalza il direttore del Csv di Belluno Nevio Meneguz: «Il Csv non esiste senza le associazioni. Servono segnali e indicazioni. Esserci significa fare bene territori e dare possibilità alle associazioni di essere incisive. Per questo stiamo puntando sempre più sul servizio civile, sul progetto “Csv… volontario anche tu!” e sulla certificazione delle competenze. Il progetto Erasmus+ “Sharing Common Values” appena concluso e gestito dal Centro studi ricerca e progettazione, composto da quattro giovani, ci ha dimostrato che nel volontariato non crescono muri. Stiamo rafforzando relazioni e partnership. Dalle Fondazioni arrivano rassicurazioni: sembra che nel 2016 avremo qualche risorsa in più, quindi avremo una garanzia di prosecuzione a medio termine. Elemento vincente sono le relazioni. Su questo stiamo costruendo il nostro futuro».

L’elezione è arrivata al culmine dell’assemblea delle associazioni di volontariato della provincia di Belluno. In 77 hanno espresso le loro preferenze tra i 13 candidati ai tre organi. Il consiglio direttivo del Csv sarà composto da tre designati tra i nuovi membri del direttivo del Comitato, il presidente, che sarà unico per i due direttivi, e sempre il direttivo dell’ente gestore designerà altri due componenti, non membri e non facenti parte del direttivo del Comitato. A questi sei si aggiungerà il settimo componente, che sarà Marta Cenzi, designata dal Co.Ge..
In apertura dei lavori, il vicepresidente uscente Gianluca Corsetti ha brevemente aggiornato i presenti sullo stato dei lavori della Riforma del Terzo settore, ammettendo un certo «imbarazzo, perché è la quarta, se non quinta volta, che vi parlo della Riforma senza potervela ancora presentare definitivamente. L’obiettivo è quello di annunciarvi la legge pronta entro il mese di marzo. Siamo in alto mare anche su un’altra cosa, ovvero l’autoconvocazione del volontariato che doveva lavorare proprio per condizionare gli esiti della riforma», esorta Corsetti, «il 9 maggio a Roma c’erano oltre 300 associazioni italiane presenti. Entro il 5 dicembre doveva essere prodotto un documento simile a quello con cui le Fondazioni si sono riformate, ma loro ci hanno messo 2 settimane, noi invece dobbiamo ancora iniziare a parlarne. Ad oggi le iniziative sul teerritorio sono state pochissime, anche perché tra le associazioni ci sono così tante idee diverse che sembra impossibile fare sintesi. Ringrazio Giorgio Zampieri perché è sempre presente. Porta sempre contributi di qualità a tutti i tavoli a cui partecipiamo ed è universalmente riconosciuto per la sua onestà e profondità culturale».
L’assemblea ha avuto un’ampia partecipazione, con il benvenuto a due nuove associazioni: il gruppo volontari Associazione nazionale carabinieri di Santa Giustina e il Nucleo volontari e protezione civile dell’Associazione Carabinieri di Belluno.

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