
Immigrati. Sono come l’acqua. Come l’acqua che trafila da una diga e goccia dopo goccia si fa strada. Si vede un rigagnolo, ma prende forza ed è tra poco sarà un fiume. Che succederà?
Siamo tristemente esperti di tragedie causate da dighe ed acqua, ma in 50 anni passati dal Vajont a nessuno è mai passato per la testa di accusare l’acqua. Perchè dunque prendersela col “negro”?
C’è una falla nella diga: è colpa del costruttore, non dell’acqua!
C’è una falla ai confini: è colpa del ministero degli interni, non degli immigrati!
Non è secondario urlare le vere responsabilità. Non è inutile manifestare usando le giuste parole: Renzi, Alfano, prefetto, leguleio, servo, incapace, impostore, fallito.
Incolpare gli africani che stanno semplicemente usando la criminale “agenzia viaggi Italia” è più facile, ma fuorviante.
Va affrontato il problema dove si genera, col coraggio della ragione e non con la violenza dei populismi.
Quelli vanno lasciati ai capitani di ventura. A quelli che son capaci di qualunque cosa pur di avere consenso, ma che hanno un futuro incerto!
Anche per questo voglio l’Italia fuori dal Veneto quanto prima.
Massimo Vidori
coordinatore Indipendenza Veneta Dolomiti
