Impossibile non iniziare il commento con le parole dell’organizzatore Barattin: “Ci aspettavamo una partecipazione molto più numerosa!”
Il primo punto debole dei dolomitici è la partecipazione su quanto riguarda la pianificazione del nostro futuro: piace delegare.
Argomentazione dell’incontro molto tecnica. Tuttavia è stata davvero ben spiegata dagli avvocati Veronese e Gaz, al punto da diventare in qualche tratto avvincente, nelle visioni interpretative che venivano man mano proposte.
La legge 25, non ancora finanziata e attuabile in molti capitoli, apre opportunità di semplificazione ed operative spendibili da subito in molte delle necessità tipiche della nostra montagna.
Varie le osservazioni dei tecnici presenti circa possibili ostacoli posti da normativa europea e leggi e decreti pseudo-sblocca Italia e similari.
Il secondo punto debole dei dolomitici è essere immersi in una melassa normativa così densa da deprimere anche le possibilità date da una legge ben congegnata e tarata sulle reali necessità di un territorio.
La sensazione di essere ostaggio di uno mostro burocratico è emersa inquietante e con essa la convinzione che la sindrome di Stoccolma pervade le nostre genti.
Il cantòn Dolomiti saprà destare e rispondere.
Massimo Vidori
coordinatore Indipendenza Veneta Dolomiti
