Per il secondo anno consecutivo, il sito web dissapore.com ha inserito Riccardo Gaspari dell’agriturismo El Brite De Larieto di Cortina d’Ampezzo nella top 5 degli chef emergenti.
Un importante segnale per il mago dei fornelli del noto agriturismo ampezzano, già “Artigiano del gusto” al convegno Identità Golose del 2014 e abile maestro nell’utilizzo degli ingredienti genuini del Caseificio Piccolo Brite di Cortina.
Cortina d’Ampezzo, 13 gennaio 2015 Che non fosse solo una meteora, lo si era già capito l’11 febbraio 2014 dalla consegna a Riccardo Gaspari del premio “Artigiano del Gusto 2014” al congresso internazionale di cucina d’autore Identità Golose a Milano (www.identitagolose.it). E infatti “Riki” il mago dei fornelli del noto agriturismo El Brite de Larieto a Cortina d’Ampezzo, già segnalato lo scorso anno tra gli chef emergenti del 2014 dal sito dissapore.com, è stato inserito anche per il 2015 nel sempre più ristretto elenco – quest’anno non più 8, ma solo 5 i nomi scelti – delle giovani promesse in cucina.
Lo chef ampezzano, ex azzurro della discesa libera, è un esempio di come «rivisitare la tradizione, ma non come fanno tanti dimenticando origini e caratteristiche», perché «qui non si butta nulla del passato, si mantiene la sua essenza, ma pensando alle nuove esigenze di palato» scrive Carlotta Girola su dissapore.com (www.dissapore.com/grande-notizia/chef-italiani-5-nomi-destinati-a-un-grande-2015/). Un atteggiamento, quello dello chef Riccardo Gaspari, che si rispecchia nel suo piatto Tartare di Speck, realizzato ricorrendo allo speck della casa stagionato 6 mesi – scelto per la sua consistenza piuttosto morbida – e servito con rafano grattugiato, crema di cetrioli e cialda di “puccia”, il tipico pane nero con semi di cumino.
Tradizioni e nuove interpretazioni dei prodotti locali più genuini: caratteristiche che inseriscono lo chef di Cortina nel target dei seguaci di Massimo Bottura, «al quale si ispira, soprattutto dopo aver lavorato nella sua cucina per qualche tempo». È infatti «il territorio a dettare le regole» nell’idea di arte culinaria di entrambi; ragion per cui Riccardo afferma senza incertezze «sono un autodidatta fortunato, che in molti casi non ha bisogno di andare in negozio a fare la spesa», facendo riferimento all’utilizzo dei prodotti del caseificio vicino, il Piccolo Brite sorto nel 2011 da un edificio rurale: vera e propria boutique del gusto ad alta quota con latticini a chilometro zero.
(adn)
