
Non so come andrà a finire oggi in Regione circa la questione “specificità”, ma comunque vada, scopriremo quanti presunti padri contenti oppure scontenti avrà avuto il provvedimento.
Di sicuro alcuni contenuti sono apprezzati dalle categorie produttive che ricevono benefici e facilitazioni. Ma, se le associazioni di categoria debbono pensare in favore dei propri affiliati e, se i beneficiari di alcune concessioni previste dalla iniziativa regionale hanno ragione a volere il riconoscimento di una diversità e di un indennizzo per la penalizzazione che l’appartenenza territoriale comporta alle imprese, ciò che fanno alcuni politici bellunesi è quantomeno vergognoso.
Spacciano il provvedimento sulla specificità con fosse una conquista autonomista. Questi “illusionisti” parlano di autonomia e non di “elemosine” a riguardo di ciò che Venezia potrebbe inviare a Belluno. Perché non si ha il coraggio di affermare che il provvedimento che tutti bramano non è altro che un “piatto di lenticchie” il quale, se sarà concesso, avrà lo stesso valore di una parziale rifusione danni e nulla più.
Cosa c’entra questo con l’autonomia? Anzi. La specificità non è altro che una serie di benefici economici data proprio per non riconoscere la nostra autonomia.
Ben venga una boccata d’ossigeno per le nostre imprese, ma si vergogni chi rimesta nel torbido con fuorvianti bugie.
I politici di turno stanno vendendo la dignità della nostra provincia per “30 denari”, spacciando il tutto per ciò che non è.
La battaglia autonomista del passato non è stata fatta a beneficio degli “avvoltoi politici”. Quella del futuro sarà per dare l’autonomia della Regione dolomitica all’interno del nuovo Stato indipendente del Veneto.
Paolo Bampo
