
Un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico perché risolvano definitivamente la questione del canone speciale della Rai. E’ quella presentata nei giorni scorsi dal senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli accanto a colleghi di tutti gli schieramenti. Allo stesso tempo il parlamentare bellunese è tra i promotori di uno specifico emendamento al decreto 91 attualmente all’esame del Senato. “La questione va chiarita una volta per tutte: questa vicenda rasenta l’accanimento”, afferma Piccoli.
I fatti sono noti e sono stati anche denunciati recentemente dalle categorie bellunesi: la Rai-Radiotelevisione italiana SpA ha nuovamente inviato indiscriminatamente a tutti i soggetti iscritti alla Camera di commercio richieste di pagamento per l’abbonamento speciale che lo stesso Piccoli definisce “generiche” e “fuorvianti”.
“Si ripete la medesima situazione già verificatasi nel 2012”, ricorda Piccoli nell’interrogazione, “quando la Rai inviò a studi professionali e imprese un bollettino postale per provvedere al pagamento dell’abbonamento speciale, specificando che lo stesso era dovuto, oltre che per il possesso di un apparecchio televisivo, anche in presenza di strumenti “atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”.
Nell’interrogazione si ricorda come nel febbraio 2012 una circolare del Ministero dello Sviluppo economico chiarì quali fossero i soggetti effettivamente tenuti a versare il canone speciale Rai, escludendo l’obbligo di pagamento di canone speciale per le “tipologie di apparecchiature non atte né adattabili alla ricezione della Radiodiffusione, quali PC senza sintonizzatore TV, monitor per computer, casse acustiche, videocitofoni”.
“In tutta la provincia si stanno registrando dei piccoli grandi paradossi, come nel caso del Museo interattivo delle Migrazioni dove sono presenti diversi monitor per la proiezione di immagini. Parliamo di una realtà che, tra l’altro, opera senza finalità di lucro”, spiega Piccoli. “Anche per questo mi auguro venga accolto l’emendamento presentato in queste ore al decreto 91 e che esclude dal canone speciale Rai le cosiddette utenze fittizie”.
“Le richieste della Rai sono esorbitanti soprattutto in un momento di forte crisi come questa”, prosegue Piccoli, che nell’interrogazione chiede di sapere “se il Governo, alla luce della richiamata circolare del Ministero dello sviluppo economico, che ha già individuato gli strumenti per l’utilizzo dei quali va corrisposto il canone, non ritenga opportuno intervenire con atti di competenza al più presto al fine di sospendere l’invio indistinto delle richieste di pagamento del canone speciale, nonché gli effetti delle indebite richieste”.
