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Grandi opere in Veneto. Interrogazione dell’onorevole Benedetti sull’Ospedale di Padova e i presunti collegamenti con le indagini del Mose

Silvia BenedettiCon una interrogazione a prima firma Silvia Benedetti, i 5 stelle interrogano i ministri degli interni e della giustizia sul filone di indagine relativo alla sanità veneta e i presunti collegamenti tra politica, imprese e “faccendieri”, già implicati nelle indagini riguardanti il Mose, seduti al tavolo delle trattative per la costruzione del nuovo ospedale di Padova.

Nel testo dell’interrogazione si fa riferimento ad alcuni fatti avvenuti tra il 2010 e il 2011. Ci sarebbe stato un incontro a novembre 2010 tra il sindaco di Verona Tosi (ex assessore regionale alla sanità) e l’ex segretario generale della sanità veneta Giancarlo Ruscitti che da quel novembre 2010 era consulente Coveco (il consorzio di cooperative, associato al Consorzio Venezia Nuova, coinvolto nello scandalo tangenti) e oggi tra gli indagati sull’inchiesta Mose. Oggetto dell’incontro sarebbe stato il via libera di Tosi alla costruzione del nuovo ospedale di Padova, un affare che sulla carta valeva fino a 1,7 miliardi di Euro, la seconda grande opera della regione, dopo il Mose.

Si legge nell’interrogazione che secondo i finanzieri l’incarico di Ruscitti (da 200 mila euro l’anno) avrebbe avuto lo scopo di favorire l’ingresso del Cvn nell’appalto per la costruzione del nuovo ospedale di Padova, da realizzare in project financing.  Secondo fonti giornalistiche a scatenare l’interesse del Cvn sarebbero stati sostanzialmente i soldi e la possibilità di replicare il “modello Venezia” in altre grandi opere.

Risulterebbe che a presentare il project financing padovano (valore finale di 600 milioni di euro e posti letto dimezzati) sarebbe una joint venture tra l’australiana Bovis Lend & Lease e i vicentini della Palladio di Roberto Meneguzzo, altro indagato dell’inchiesta veneziana.

A seguito dell’incontro con Tosi, l’11 dicembre 2010, Ruscitti avrebbe incontrato, nella sede del Cvn, Giovanni Mazzacurati (ex presidente del Cvn) riferendogli che Tosi avrebbe dato il suo via al progetto ponendo delle condizioni (riportate negli atti dell’inchiesta Mose, grazie ad una intercettazione) e cioè l’assenso del sindaco di Padova all’opera, la dismissione del vecchio ospedale, la garanzia dei fondi internazionali. Tosi avrebbe inoltre indicato le imprese che avrebbero dovuto eseguire i lavori.

Successivamente quindi Mazzacurati si sarebbe attivato per ottenere il via libera dell’allora sindaco Zanonato, che avrebbe incontrato nel febbraio 2011; Nel giugno 2011 in un noto ristorante padovano ci sarebbe stata una cena tra l’ex presidente del Cvn Mazzacurati, il consulente Coveco Pio Savioli, l’allora sindaco di Padova Zanonato, il rettore dell’Università di Padova Zaccaria, l’ex segretario regionale della sanità del Veneto Ruscitti. L’argomento sarebbe stato il nuovo ospedale di Padova;

La notizia di questo incontro si basa su alcune intercettazioni, operate dalla Guardia di finanza a carico di Pio Savioli e riportate a mezzo stampa, che rivelano che lo stesso Savioli nel corso di una telefonata con Franco Morbiolo, capo della Coveco, avrebbe fatto forti pressioni per sostenere la nuova struttura ospedaliera di Padova. Lo stesso Savioli in una intercettazione avrebbe detto: “visto che paghiamo noi Ruscitti è giusto utilizzarlo anche su altri fronti”;

“Anche sul progetto del nuovo ospedale di Padova c’è l’ombra del sospetto – dichiara la deputata padovana Silvia Benedetti –  Anche in quest’opera dedicata ai cittadini e alla loro salute ci sono “trattative private” che seguono logiche perverse e lontanissime dal fine ultimo del bene comune e che coinvolgono personaggi che non dovrebbero partecipare a decisioni del genere. Questa gente decide su questioni che non compete loro, decide sulla pelle e sulle tasche dei cittadini, decide a porte chiuse. E questa storia deve finire! Il M5S chiede al governo di intervenire  immediatamente per contrastare l’irregolare affidamento dei lavori pubblici” – conclude la deputata 5 stelle.

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