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Gabelli estate, il programma degli appuntamenti letterari. Marco Rossato: ” Tre serate nelle quali parleremo di società, stato e mercati”

Marco Rossato e Biagio Giannone
Marco Rossato e Biagio Giannone

L’assemblea dell’Associazione culturale Cittadini per il recupero della Gabelli tenutasi lo scorso mese di maggio ha riconfermato in larga parte il consiglio direttivo che l’ha guidata nei suoi primi due anni di vita. È stato riconfermato Marco Rossato alla presidenza e Biagio Giannone vicepresidente. Vi è la novità della nomina di Stefano Pozza, già consigliere del direttivo, a segretario amministrativo.

“L’Associazione sta oggi lavorando per organizzare diversi eventi che rientreranno nella nostra programmazione di questo 2014 – spiega l’ingegner Marco Rossato – . I primi di questi che vogliamo qui anticipare, sono tre eventi culturali che, grazie alla disponibilità manifestataci della nostra Amministrazione comunale, verranno ospitati in fascia serale nel giardino intitolato alla Boranga, all’interno della Scuola Gabelli di Belluno.

E in questi eventi metteremo in stretta relazione l’aggettivo “culturale” che definisce l’Associazione con il significato della parola “cittadini” che inizia la nostra intitolazione.

Perché, per noi, la Gabelli ed il suo recupero non è mai stata solo una questione di recupero di un edificio pubblico o di riapertura di una scuola elementare ma anche l’occasione di offrire ai nostri concittadini la riscoperta dell’esperienza, del metodo e del coraggioso lavoro di Pierina Boranga, che fece della scuola bellunese luogo di innovazione, di cambiamento educativo e, quindi, di cambiamento culturale.

Un’esperienza che non abbiamo mai voluto da bellunesi, ma ancor più da cittadini, lasciare confinata solo nell’ambito architettonico, pedagogico-educativo o culturale.

E allora da quest’estate inizieremo ad offrire ai nostri concittadini occasioni di riflessione, attraversando le sfere della responsabilità personale e dei rapporti sociali, perché nelle tre serate parleremo di società, stato e mercati.

Lo faremo partendo da tre testi letterari, tra saggistica ed indagine giornalistica, con l’aiuto dei loro autori.

Ma lo faremo accostando loro qualcuno che si occupa dei quotidiani paradigmi, il “come fare”, per comprendere anche che vi dev’essere sempre la necessità di mettere in pratica comportamenti responsabili e coerenti.

Tutto questo nel tentativo di cercare di accorciare la distanza tra le utopie e la loro realizzazione. Sulla strada coerentemente seguita da Pierina Boranga nella concretizzazione di un edificio e di una scuola di straordinaria unicità.

Quell’edificio, oggi chiuso ed in abbandono ma carico di significati – conclude Marco Rossato – , che resta un patrimonio tutto nostro e a noi affidato”.

 

Gabelli estate,  programma di appuntamenti letterari 

venerdì 29 agosto 2014

Società civile: tra Stato e Mercato quali spazi di cambiamento?

appuntamento letterario attorno al libro

“La società generosa”

incontro con

Pier Mario Vello & Martina Reolon (autori), Maurizio Ottolini

Di cosa parla il libro

Sia il mercato sia lo stato hanno fallito nella loro essenziale  missione. Gli stati moderni sono diventati predatori,
proteggendo la proprietà piuttosto che promuovendo l’uguaglianza. Il mercato si è arreso a un ethos prossimo a quello
che il filosofo francese Michel Foucault definirebbe barbarico. Cambiamenti marginali in politica non saranno sufficienti a
porre rimedio all’attuale crisi di fiducia. Ciò che è necessario un “cambio radicale dei paradigmi”, un mutamento nei modelli mentali prevalenti e nei comportamenti sociali che da essi derivano. Il fenomeno della generosità, analizzato prendendo le mosse dalle forme esplicite del dono e in maniera comparativa con il fenomeno dello scambio economico, rivela lati inaspettati, che costringono a un riesame dei valori che fanno da baricentro alla società. La generosità, ben lungi dall’essere un fatto soggettivo e limitato alla sfera delle interazioni private, estende la sua sfera d’azione a tutto il tessuto sociale e si pone come forza gravitazionale e innesco di forme di riconoscimento e di riconoscenza, indispensabili affinché la società possa avere luogo. Molto prima delle leggi, che regolano i rapporti tra cittadini, e molto più estesamente dei rapporti economici, che muovono le relazioni tra soggetti dotati d’interesse, la generosità si trova alla base dello stare insieme dei soggetti civili, siano essi persone o istituzioni. La generosità è perciò fenomeno originario che non ha bisogno di altro per essere giustificato.

Brevi note sui relatori

Pier Mario Vello, segretario generale della Fondazione Cariplo, laureato in Filosofia Teoretica a Torino, ha conseguito
il Master in Business Administration presso l’Università Bocconi di Milano. La sua carriera lavorativa lo ha portato ad
occupare posizioni di direttore generale e amministratore delegato in importanti aziende nazionali e internazionali.
È membro del Governing Council dell’European Foundation Center e consigliere del suo Management Commettee.

Martina Reolon, laureata in Scienze della comunicazione allo Iulm e in Filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
É giornalista. Lavora per “Il Corriere delle Alpi” e “L’Amico del Popolo” e fa parte del comitato di redazione del
mensile “Bellunesi nel Mondo”.

Maurizio Ottolini, dopo un iniziale attività di libera professione e di funzionario della Regione Lombardia si è dedicato
alla vita politico amministrativa, ricoprendo molteplici incarichi in Enti locali e Istituzionali fino a divenire Capo
Segreteria del Presidente della Regione Lombardia. Oggi ricopre il ruolo di amministratore in numerosi Consigli di
società autostradali e di promozione di sviluppo d’impresa.
Negli ultimi due decenni il suo impegno è nel mondo cooperativo e, in particolare, in Confcooperative, nella cui
organizzazione ha ricoperto e ricopre molteplici ruoli ed incarichi. Oggi della Confederazione è Consigliere nazionale e
Vice Presidente nazionale, oltre che Presidente di Confcooperative Lombardia e di Confcooperative Mantova.

venerdì 5 settembre 2014

Moro, Berlinguer: la rivoluzione mancata

appuntamento letterario attorno al libro

“Berlinguer deve morire”

incontro con

Giovanni Fasanella (autore), Daniele Trabucco e Federico D’ Incà

Di cosa parla il libro

Il 3 ottobre 1973, mentre è diretto all’aeroporto di Sofia al termine di una difficile visita ufficiale in Bulgaria, Enrico
Berlinguer è vittima di un incidente stradale. Il suo interprete muore e due dirigenti del Partito Comunista
Bulgaro rimangono gravemente feriti. Il segretario del Pci si salva per miracolo. Per diciotto anni, sulla notizia cala il
silenzio. Ma nel 1991 il senatore del Pds Emanuele Macaluso svela un retroscena clamoroso: sulla strada verso
l’aeroporto Berlinguer doveva morire. L’ipotesi di un complotto ordito dai governi «amici» dell’Est viene smentita
dai dirigenti del vecchio Pci, ma incoraggiata dalle confidenze della vedova Berlinguer, cui Enrico aveva
manifestato da subito i suoi sospetti. L’«incidente», come abbiamo detto, avvenne il 3 ottobre 1973. Solo la settimana
precedente sulle colonne di Rinascita era uscito il primo della serie di articoli di Berlinguer che avrebbe delineato il
«compromesso storico».
È l’inizio di una caccia all’indizio portata avanti dai due autori di questo libro, che passa da Sofia agli archivi
dell’Istituto Gramsci, fino alle carte del dossier Mitrokhin. “Berlinguer deve morire” è un’inchiesta giornalistica ed un
testo essenziale per disegnare in modo ancora più preciso il posto di Berlinguer nella Storia.
E per ricordare, nel trentesimo anniversario della morte, l’ultimo grande leader della sinistra italiana.

Brevi note sui relatori

Giovanni Fasanella, giornalista, sceneggiatore e documentarista.
In qualità di giornalista ha lavorato all’Unità dal 1975 al 1987 e, quindi, a Panorama dal 1988 al 2013.
Durante negli anni di piombo si è occupato di terrorismo. È stato quindi resocontista parlamentare e notista politico,
quirinalista all’epoca della presidenza di Francesco Cossiga e redattore parlamentare. Esperto di giornalismo
investigativo, è autore di molti testi sulla storia italiana “invisibile” del dopoguerra.

Daniele Trabucco, laureato in Giurisprudenza, presso l’Ateneo patavino ha conseguito il dottorato di ricerca in
Istituzioni di Diritto Pubblico e un Master in Integrazione europea: Politiche e Progettazione comunitaria. Si occupa di
tematiche inerenti il Diritto Costituzionale e il Diritto Costituzionale Regionale ed ha al suo attivo diverse pubblicazioni
in riviste scientifiche di settore. È socio dell’Istituto per il Risorgimento italiano.

Federico D’Incà, laureato in Economie commercio, alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII
Legislatura della Repubblica Italiana per il Movimento 5 Stelle, di cui è stato anche capogruppo alla Camera dei
Deputati. È attualmente componente degli organi parlamentari V Commissione, Bilancio, tesoro e programmazione,
nonché della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.

venerdì 12 settembre 2014

Il mercato illegale che deruba la nostra identità

appuntamento letterario attorno al libro

“Il libro nero della contraffazione. Seconda edizione ampliata”

incontro con

Antonio Selvatici (autore), Antonio Bortoli

Di cosa parla il libro

Questa è la seconda edizione ampliata della prima indagine giornalistica sulla contraffazione: le cifre da
capogiro, i legami con la criminalità organizzata e gli intrecci internazionali di un business che replica
illegalmente non solo le note griffe dell’abbigliamento, ma anche medicine, prodotti agroalimentari, sigarette,
giocattoli e pezzi di ricambio delle auto.
Si parla anche di cybersecurity: come vengono rubate le informazioni in rete?
Si tratta nel suo complesso di un furto che vale diversi miliardi di euro l’anno e di cui fanno le spese i consumatori, il fisco e un’importante fetta di prodotti Made in Italy.
È anche un trasferimento illecito di ricchezza che sottrae risorse all’Occidente e alimenta l’economia di un colosso economico quale la Cina, paese dal quale proviene la principale quota mondiale di prodotti contraffatti.
Chiamando in causa gli organismi preposti al controllo a livello italiano, europeo e mondiale, questo libro offre una serie di spunti su possibili misure alternative per arginare un fenomeno che necessita urgentemente di essere contrastato.

Brevi note sui relatori

Antonio Selvatici, laureato in Scienze politiche all’Università di Bologna, si è specializzato presso Space, il Centro
europeo per gli studi sulla protezione aziendale dell’università Bocconi.
Saggista e scrittore, ha intrapreso la carriera di giornalistica pubblicista, collaboratore de il Giornale, è autore
d’importanti inchieste giornalistiche. È consulente dalla sua fondazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sui
fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, composta da venti deputati e unica al mondo a
occuparsi di questo tema. È docente al Master d’Intelligence Economica presso l’Università degli Studi di Roma Tor
Vergata, Antonio Bortoli, Direttore generale di Lattebusche, azienda bellunese e principale cooperativa del settore nel mercato agroalimentare veneto, azienda che ha guidato per molti anni e che, da semplice realtà locale, è riuscita ad affermare la presenza del proprio marchio anche nelle altre regioni d’Italia e, con i propri prodotti stagionati, anche nei principali mercati internazionali.

 

 

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