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mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Scuole paritarie nel Bellunese. Piccoli: “Scongiurata la chiusura di molte sedi con i nuovi criteri per l’Imu. Ora massima attenzione per le onlus”. Una cinquantina le realtà interessate nella provincia dolomitica

Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia
Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

“Con questo decreto si scongiura la chiusura di diverse scuole materne paritarie nel Bellunese e l’aumento indiscriminato delle rette che avrebbe gravato su bilanci familiari già ridotti all’osso. Il governo ora lanci un segnale concreto anche alle onlus”.

A dirlo è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli dopo che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato il decreto relativo al modello di dichiarazione IMU per gli enti non commerciali.

Allo stesso tempo il Miur ha pubblicato i requisiti che consentono alle scuole paritarie gestite da enti non commerciali di godere dell’esenzione dal tributo, introducendo un criterio innovativo e sostenuto proprio da Forza Italia, ovvero il confronto tra le rette medie chieste alle famiglie dalle scuole paritarie e il “costo medio per studente” sostenuto dallo Stato per gli alunni della scuola statale. I parametri utili a tale confronto sono stati per la prima volta resi pubblici dal MIUR con la tabella che riporta la Spesa Annuale per studente distinta per livello di istruzione (CMS). “Questo significa che le scuole paritarie gestite da enti non commerciali, che richiedono rette inferiori al costo medio sostenuto dallo Stato per i vari gradi scolastici, possono godere della esenzione IMU”, spiega Piccoli. “Questa nuova impostazione dimostra come il tema sia stato trattato in passato in termini eccessivamente strumentali e ideologici”.

Solo nel Bellunese le scuole paritarie, per lo più materne, sono circa una cinquantina.

“In questo modo si risolve finalmente la storica quanto iniqua disparità di trattamento fiscale fra le scuole pubbliche statali e paritarie, entrambi parte del sistema integrato di istruzione e formazione pubblico”, prosegue il senatore bellunese, convinto che la libertà di scelta educativa sia una questione da risolvere definitivamente e con strumenti ad hoc. “C’è poi una questione molto più pratica: allo Stato costa meno un bambino che frequenta gli asili paritari rispetto al bambino che frequenta gli istituti pubblici, meno di tremila euro il primo, oltre seimila il secondo”.

“In montagna poi la questione è ancora più specifica: in molti comuni l’asilo paritario è storicamente l’unica forma di assistenza all’infanzia”, rimarca Piccoli.  “In questo caso il sostegno diventa un obbligo morale”.

“Lo stesso criterio di equità deve ora essere utilizzato per tutte quelle realtà che aiutano quotidianamente lo Stato nell’assolvere ai suoi doveri di assistenza”, rimarca Piccoli. “Mi riferisco principalmente alle cooperative e alle onlus. In questo caso un ruolo determinante lo avranno i sindaci nella fase applicativa: sono certo che i nostri primi cittadini sapranno declinare l’Imu nel modo meno invasivo per le famiglie”.

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