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Il Comitato Etico per la pratica clinica dell’Uls 1 organizza il 30 maggio a Belluno il convegno “Storie di fragilità estrema: tra inganni mediatici e percorsi assistenziali certi”

Le “Storie di fragilità estrema”, mettono a durissima prova la capacità delle strutture sanitarie e di coloro che vi prestano la loro opera a fornire risposte non solo sul piano clinico – assistenziale, ma anche su quello delle afflizioni psicologiche, umane e spirituali che coinvolgono la persona malata e i suoi congiunti.
Scenari diversi, che vanno dalla nascita con grave prematurità, alla malattia inguaribile, alla fragilità del grande anziano, richiedono risposte che non possono prescindere da una stretta coerenza fra: piani di cura appropriati, valorizzazione delle volontà delle persone coinvolte e collaborazione fra figure professionali, sia strettamente sanitarie che laiche.
Per affrontare questo tema, il Comitato Etico per la pratica clinica dell’ULSS n. 1 ha organizzato un Convegno aperto alla cittadinanza, che si terrà il prossimo 30 maggio dalle ore 15,30 alle ore 19,00, presso la Sala Teatro del Centro Giovanni XXIII di Belluno.
L’incontro vedrà la partecipazione di operatori sanitari e di familiari che racconteranno le loro esperienze.
“Le testimonianze del Medico, dell’Infermiere, dello Psicologo del Volontario, dei Familiari, possono aiutarci a realizzare un quadro panoramico delle “Storie di Fragilità Estrema”, in cui alla precarietà della condizione fisica si associa la vulnerabilità sul piano etico: l’incertezza su ciò che è “buono e giusto” in ciascun singolo caso, la difficoltà di valorizzare l’autonomia della persona malata nel percorso di cura. Una vulnerabilità e una fragilità in cui talora possono fare breccia messaggi privi di fondatezza scientifica che portano ad alimentare illusioni per allontanare lo spettro dell’inguaribilità” – afferma il dott. Davide Mazzon, Vice presidente del Comitato etico dell’ULSS.
“Messaggi amplificati dai media, che traggono dalla disperazione degli ammalati e delle loro famiglie elementi per operare vere e proprie campagne di persuasione di massa, gettando spesso discredito sulla scienza ufficiale e intimidendo le istituzioni, sino a costringerle talora ad agire in contrasto con il parere della comunità scientifica, che non promette miracoli ma offre «percorsi assistenziali certi»- conclude il dott. Mazzon”.

 

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