
L’arrivo in provincia di Belluno dell’onorevole Herbert Dorfmann, la cui candidatura al Parlamento europeo è sostenuta dal movimento autonomista bellunese Bard, è un’occasione per guardare anche con gli occhi dei vicini le opzioni che giacciono nei cassetti della politica, ai quali si attinge puntualmente in campagna elettorale.
Se parliamo di Euregio vi sono almeno tre ipotesi sul piatto.
Quella pan-tirolese, come qualcuno ha definito, che vede un progetto comune di collaborazione ristretto a tre aree geografiche: il Tirolo, l’Alto Adige e il Trentino, secondo un progetto nato dall’accordo transfrontaliero Austria-Italia del 27 gennaio 1993, che vanta dall’ottobre del 1995 un ufficio di rappresentanza comune alle tre provincie a Bruxelles, oltre alla convenzione del 1998 tra le tre giunte provinciali.
E, per il momento, la nostra provincia non fa parte di questo Euregio.
L’onorevole Dorfmann proprio oggi ha illustrato l’ipotesi di una Macroregione alpina, che egli si impegna a sostenere in caso di elezione al Parlamento europeo, di cui andrebbero a far parte il Trentino Alto Adige / Sudtirol, la provincia di Belluno e altri territori ricompresi entro la Convenzioni delle Alpi (Carnia).
Ma c’è anche una terza ipotesi di Euregio in salsa veneziana nei cassetti di Palazzo Balbi, sottoscritta il 27 novembre del 2012 che coinvolge le Regioni italiane del Veneto e del Friuli Venezia Giulia ed il Land austriaco della Carinzia.
Certo, sono solo proposte e convenzioni di collaborazione transfrontaliera sovrapponibili, che contengono però delle potenzialità di sviluppo per future forme di autonomia.
E allora l’interrogativo è: quale Euregio vogliamo per Belluno?
(rdn)
