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domenica, Febbraio 25, 2024
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Profughi nel Feltrino. Bond: “Il mio no non è ideologico, ma pratico. Preservare gli equilibri delle comunità”

Dario Bond, consigliere regionale Pdl
Dario Bond, consigliere regionale Pdl

“Il mio no all’arrivo dei profughi nel Feltrino non è ideologico ma pratico. Inserire 40 persone in un contesto socio-economico che sta attraversando una crisi pesantissima può generare fenomeni di insofferenza da parte della popolazione. Sto dalla parte di quei sindaci, come i primi cittadini di Fonzaso e Belluno, che sono preoccupati per questi nuovi arrivi. A loro e a tutti quei colleghi del Veneto dico di fare in modo che la partita venga giocata esclusivamente tra associazioni ospitanti e Ministero. I comuni, oggi, hanno altre priorità”.

A dirlo è il consigliere regionale di Forza Italia per il Veneto Dario Bond all’indomani dell’arrivo dei primi profughi destinati al Veneto, 40 dei quali sono stati ospitati tra Feltre e Fonzaso.

“Il problema è soprattutto numerico: 40 persone in un contesto poco popolato sono una cifra sproporzionata”, sottolinea il consigliere regionale. “A questo si aggiunga una crisi economica senza precedenti per il comprensorio feltrino che attualmente è forse uno di quelli più deboli del Veneto come dimostrano anche le ultime statistiche. Per questo le associazioni che hanno dato la disponibilità a ricevere i profughi devono prendersi le loro responsabilità e arrangiarsi con il Ministero. I comuni non hanno un euro da spendere in più”.

“L’obbligo internazionale di ospitalità nei confronti di queste persone deve essere ben gestito dalle autorità centrali senza creare tensioni con le amministrazioni comunali e le rispettive comunità”, prosegue Bond. “Tutte queste decisioni devono essere concordate con le amministrazioni e i territori, avendo riguardo al numero complessivo della popolazione e ai fabbisogni occupazionali. Le stesse associazioni ospitanti non dovrebbero prescindere dal parere dei comuni, che meglio di ogni altro conoscono gli equilibri del territorio”.

 

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