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Bond e Piccoli se la prendono con la scarsa manutenzione e accusano del mancato coinvolgimento delle imprese locali

Giovanni Piccoli
Giovanni Piccoli

Secondo un rituale consolidato, che si ripete ogni anno alla prima nevicata, registriamo la prima esternazione politica a firma dei pidiellini Giovanni Piccoli e Dario Bond, rispettivamente senatore della coalizione al governo e consigliere regionale della maggioranza in Regione Veneto. 

“Non si può gridare all’emergenza o all’eccezionalità degli eventi. – affermano Piccoli e Bond –  Il copione che sta andando in scena nel Bellunese alle prese con il maltempo era ampiamente annunciato, colpa di una scarsa manutenzione, affidata per lo più a, ditte che non conoscono il territorio,  e all’inadeguatezza delle infrastrutture.

dario bond - CopiaI grandi gestori della distribuzione devono prenderne atto e cambiare marcia. Non sarebbe da meravigliarsi se gli operatori del turismo volessero intraprendere una class-action, a questo punto auspicabile”.

“Non è possibile, per esempio, che le linee siano state travolte da alberi che non dovevano trovarsi in quel posto o che, in molti casi, i tempi di intervento siano più lunghi del necessario solo perché ci sono squadre che semplicemente non conoscono la geografia dei luoghi.

Questo è il risultato ottenuto da chi affida gli appalti prescindendo dalle imprese del territorio solo per ottenere qualche euro in più, risparmi che si volatilizzano nei casi di black-out come quello che stiamo vivendo. Questi grandi soggetti quotati in borsa, anzichè speculare sui centesimi, dovrebbero davvero portare avanti una strategia di sviluppo”.

“C’è poi un problema infrastrutturale: molte reti sono vetuste e necessitano di investimenti seri. Per questo auspichiamo l’attivazione di un tavolo regionale con i grandi gestori per concordare una nuova strategia che parta dalla stabilità e dalla sicurezza delle rete distributiva”, affermano Bond e Piccoli. “Questo è un territorio che in termini energetici dà tanto, ma che in cambio non riceve nulla o poco”.

“Per questo comprendiamo il malumore dei sindaci e di tutti quegli operatori turistici che non hanno potuto garantire servizi adeguati alla clientela proprio in uno dei giorni clou della stagione invernale. Arrivati a questo punto, si può pensare a un’azione per far capire ai grandi gestori che a fronte di lauti profitti servono investimenti adeguati e il coinvolgimento del tessuto economico territoriale. Altrimenti l’emergenza diventerà sempre di più la regola”.

 

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