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Rifiuti. Interrogazione parlamentare del senatore Piccoli sul Sistri: “Ricadute negative anche sul Bellunese”

Giovanni Piccoli, senatore Pdl
Giovanni Piccoli, senatore Pdl

A pochi giorni dal suo avvio obbligatorio avvenuto lo scorso 1° ottobre, il Sistema telematico per la tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) ha già incontrato numerose difficoltà operative, che stanno fortemente pesando sulla quotidiana attività degli operatori del settore, trasportatori e gestori di impianti, in favore dei quali invece avrebbe dovuto produrre effetti semplificatori.

Per tale ragione, nei giorni scorsi è stata presentata al Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, una interrogazione parlamentare da parte del senatore Giovanni Piccoli (Pdl), assieme ad altri tre componenti della Commissione Ambiente al Senato.

“Si tratta di un primo doveroso atto di soccorso per tutti quegli operatori che già in passato avevano manifestato perplessità sull’efficacia operativa dello strumento e che ora ne stanno provando sulla pelle della propria azienda le contraddizioni e i limiti operativi”, esordisce Piccoli che poi continua: “Con l’interrogazione abbiamo evidenziato come l’operatività complessiva del Sistema è resa di fatto inefficace dal mal funzionamento dei dispositivi informatici dedicati, da una carente formazione degli operatori, oltre che dalla mancanza di interoperabilità e dalla lungaggine delle procedure informatiche necessarie per completare le singole operazioni. Una situazione evidentemente non tollerabile e che finisce, ad esempio, con l’annacquare la recente riforma sulla gestione delle terre e rocce da scavo per volumi inferiori ai 6.000 metri cubi ed altri provvedimenti rivolti alla semplificazione e voluti per aiutare la ripresa.”

Il documento presentato sottolinea, inoltre, che “dal 2009 – data di emanazione del decreto ministeriale che ha previsto il SISTRI – circa 350.000 imprese italiane hanno dovuto versare il contributo annuale previsto per legge, per un importo totale di circa 500 milioni di euro, senza tuttavia ricevere in cambio alcun beneficio operativo”.

Piccoli conclude evidenziando come “l’appesantimento burocratico rappresentato dal SISTRI pesa come un macigno soprattutto in quelle realtà, com’è quella bellunese, nelle quali sono attivi per lo più piccoli cantieri. E’ fondamentale che il governo cancelli l’attuale Sistema e si attivi per ripensarne uno più efficiente e più equo, magari guardando alle analoghe esperienze già maturate negli altri Paesi europei”.

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