
Si è svolta questa mattina nella sede della Giunta Regionale a Venezia la conferenza stampa di presentazione della tre giorni “La Protezione Civile e il Vajont. Prevenzione, soccorso, memoria”.
Alla presenza del Capo di Gabinetto della Regione Veneto Fabio Gazzabin, dell’Assessore alla Protezione Civile della Regione Veneto Daniele Stival, del sindaco di Longarone Roberto Padrin e del direttore dell’Unità di protezione civile e del Centro Funzionale Decentrato della Regione Veneto Roberto Tonnellato è stato presentato il programma nel dettaglio.
«Questa tre giorni – ha sottolineato l’Assessore Stival – è prima di tutto un momento di utilità per i cittadini. Vi è un messaggio per ogni giornata: il primo giorno ci occuperemo di acqua e pericolosità idraulica con un convegno, il secondo giorno di sismica con la simulazione di un terremoto e di un incendio boschivo mentre il terzo giorno sarà la giornata della memoria per ricordare quanto avvenuto 50 anni fa a Longarone».
«Ciò che vogliamo che i cittadini capiscano – ha proseguito Stival – è che la Protezione Civile è attiva per tutelare il cittadino nel miglior modo possibile, ma il cittadino stesso deve essere parte attiva nel sistema sicurezza: deve segnalare eventuali anomalie del territorio in cui vive e allo stesso tempo deve essere preparato e informato. Gli stessi volontari ormai sono sempre più specializzati e formati per intervenire nel sistema in modo appropriato e qualificato a seconda dell’emergenza».
Mentre venerdì sarà la giornata del convegno sul tema della pericolosità idraulica a valle delle dighe, sabato sarà il giorno dell’esercitazione “Nord-Est 2013”. «E’ la prima applicazione della nuova procedura che la giunta ha voluto mettere in atto – ha spiegato il Capo di Gabinetto della Regione Veneto Fabio Gazzabin – e che prevede tutta una serie di attivazioni per coordinare la Regione Veneto in caso di calamità. Prima l’attivazione era data da una gestione creata nel tempo, una sorta di consuetudine, che ora è stata codificata attraverso un coordinamento che inizia dalle previsioni metereologiche fino all’attività degli ospedali. Sabato verificheremo se quanto previsto dalla procedura è gestibile. Sarà il primo test per vedere eventuali interventi di modifica del sistema».
Il direttore dell’Unità di protezione civile del Veneto Roberto Tonellato è poi intervenuto per spiegare nel dettaglio in che cosa consiste la simulazione. «Abbiamo ipotizzato un evento sismico a Tambre di magnitudo 5.8 a 7,5 chilometri di profondità. Il terremoto è quello del 18 ottobre del 1936. L’azione si svolge su due scenari: comuni di fascia A (quelli più colipiti per numero di persone) e comuni di fascia B per un totale di 72 comuni coinvolti. Arriveranno 1300 volontari da tutto il Veneto perchè saranno loro i primi a muoversi in caso di calamità. I sindaci, con l’aiuto dei consulenti e coordinati dai prefetti, saranno parte attiva nella gestione dell’emergenza e la loro operatività verrà monitorata da osservatori che segnaleranno le criticità».
La macchina operativa della simulazione è molto complessa e partirà sabato mattina alle ore 7.30. Questo l’orario previsto per l’inizio dell’esercitazione che terminerà alle ore 12.
Il sindaco di Longarone Roberto Padrin si è detto molto soddisfatto di tutto quello che è stato organizzato. «Per il comune di Longarone – ha detto Padrin – è un momento storico molto importante, è il tempo della gratitudine e dei ringraziamenti a tutti colori che sono arrivati a Longarone 50 anni fa per aiutare la comunità distrutta dalla tragedia. Erano 10.000 i volontari che nel 1963 sono arrivati in soccorso, siamo riusciti a raggiungere un migliaio per invitarli personalmente. Agli altri lo diciamo qui, attraverso gli organi di stampa. Vi aspettiamo! Il clou della manifestazione sarà domenica quando ci sarà una sorta di passaggio di testimone fra i soccorritori di allora e i Volontari di oggi della Protezione Civile».
Il Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli non ha potuto essere presente alla conferenza, ma ha voluto comunque inviare un messaggio, qui di seguito la prima parte.
«L’esercitazione “Nord-Est 2013” coinvolgendo Veneto, Friuli Venizia Giulia, Trento e Bolzano sarà la dimostrazione di come si possa, e soprattutto si debba, lavorare come sistema di protezione civile in protezione per essere pronti ed efficienti nella gestione dell’emergenza. Grazie alla lungimiranza delle amministrazioni locali, la memoria del disastro del Vajont diventa oggi occasione per mettere a frutto l’esperienza che da quella tragedia è maturata».
