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In Italia no, ma nel Bellunese un po’ di smacchiatura al giaguaro c’è stata * intervento di Michele Carbogno

Michele Carbogno
Michele Carbogno

Parlare di terremoto forse può apparire forte, ma certamente rende l’idea di quello che è stato il voto politico.

Ora, in attesa che cessino anche le scosse di assestamento che proseguono nei primi giorni del post voto, bisognerà cercare di capire cosa può succedere nel breve periodo visto che l’unico dato certo, oltre al grandissimo risultato personale di Grillo, è che una maggioranza politica non c’è e sarà anche difficile farla.

Limitandoci pertanto a un’analisi del risultato delle urne nel nostro territorio potremmo dire che la fotografia non è particolarmente dissimile da quella nazionale, salvo che qui la contrazione di voti del centrodestra è stata anche maggiore e alla fine fatale per chi già era convinto di risedersi comodamente su un bel seggio di Montecitorio. Il popolo bellunese ha invece punito più che in altre parti un centrodestra che ha dimostrato di non sapere fare squadra, un centrodestra che ha dissipato un consenso elettorale incredibile dopo aver voluto, per arroganza e personalismi, commissariare la Provincia e conseguentemente perdere i comuni di Belluno, Feltre e Cortina dove era stato posto a governare dai cittadini negli ultimi anni.

E anche chi riesce a entrare in Parlamento, grazie a una legge elettorale strana, non può certo cantar vittoria; in questo senso è illuminante il voto di Sedico, che pur potendo vantare la presenza nella lista del Pdl al Senato del proprio primo cittadino (nonché presidente del consorzio Bim), ha pensato bene di votare in maniera massiccia Grillo e Bersani, relegando la lista del sindaco nelle retrovie.

In Italia non è accaduto, ma nel bellunese si può certo dire che il giaguaro un po’ è stato smacchiato. Dopo le amministrative dello scorso anno e questa ulteriore stangata delle politiche, se le lezioni possono servire a qualcosa il nostro auspicio è che finalmente si guardi avanti e si faccia ripartire il centrodestra locale, un centrodestra rinnovato nelle sue facce e pronto a far squadra, non a divedersi come è successo fino a oggi.

 

Michele Carbogno

 

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