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Il no della categoria alla rottamazione forzata per gli autobus ultraquindicenni. Genuin:“Siamo di fronte a una situazione insostenibile, dismettere autobus perfettamente funzionanti”

uapi unione-artigiani-e-piccola-industria-bellunoAncora poche ore e poi i bus adibiti a noleggi e servizi atipici (esclusi quindi quelli di linea) immatricolati da oltre 15 anni devono essere rottamati. Lo stabilisce una legge della Regione Veneto dello scorso anno, prorogata fino a lunedì prossimo, 31 dicembre. Una norma contestata dalle associazioni di categoria del comparto (Confartigianato BUS operator, ANAV e Confservizi) che in questi mesi hanno cercato di trovare soluzioni di compromesso tra l’adozione del provvedimento regionale e la sua cancellazione, ma a nulla sono valse.

Sta di fatto che le aziende interessate sono molte. Nella sola provincia di Belluno la questione tocca un settore nel quale gravitano una ventina di aziende, per lo più piccole imprese, che gestiscono un parco mezzi di circa 90 autobus e a cui fanno riferimento un centinaio di autisti (dati del Registro regionale delle imprese autorizzate all’attività di noleggio autobus). Per di più l’applicazione della norma nella nostra provincia ha un peso ulteriore sulle aziende, visto che le province confinanti di Trento e Bolzano nulla prevedono al riguardo.

“La preoccupazione tra le imprese del comparto – spiega Agostino Genuin, referente del settore per le aziende aderenti all’UAPI di Belluno – è decisamente elevata, perché i mesi concessi per la proroga sono passati inutilmente, malgrado la nostra disponibilità ad arrivare a una soluzione, purché non sia quella drastica di portare i mezzi allo sfasciacarrozze”. “Siamo di fronte a una situazione insostenibile vale a dire l’obbligo di dismettere autobus perfettamente funzionanti – denuncia Agostino Genuin, che si chiede anche – che senso ha tutto questo?”.

Il prossimo 31 dicembre le aziende saranno, pertanto, di fronte a un bivio.

“Le nostre aziende, infatti, dovranno scegliere – conclude Agostino Genuin – se investire parecchi soldi, per rinnovare il proprio parco macchine o se ridurre la propria attività, fermando i mezzi immatricolati prima del 1997 e lasciando a casa, però, i propri dipendenti”. Il prezzo medio per un nuovo pullman da una sessantina di posti si aggira sui 300 mila euro. “Chi li trova i soldi per sostituire i mezzi?” si domanda amareggiato Genuin.

 

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