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Dalla protesta alla proposta: propedeuticità della fiaccolata alla nascita di un partito dolomitico * di Paolo Bampo

Paolo Bampo

Se non ci fosse stata la nota stonata della presenza dei rappresentanti di quei partiti che a Roma hanno sostenuto lo scioglimento della Provincia di Belluno (dire accorpamento è un’ipocrisia per non ammettere la realtà), la manifestazione votata al salvataggio della Provincia potrebbe per noi tutti rappresentare un fiore all’occhiello ancor più grande di quello che è stato. Un “bravi” ai componenti del comitato.

Abbiamo avuto la dimostrazione che tutti insieme si può tentare e magari (speriamo) anche riuscire nell’impresa… che comunque appare difficile. Sarà possibile che il risultato positivo in termini di mantenimento dell’Ente infatti non giunga ma, augurandoci il contrario, resta innegabile il fatto che all’esterno è stata data la dimostrazione che quassù possiamo fare un fronte comune.

La nostra gente stessa deve però ora comprendere come i continui richiami del PAB (Provincia Autonoma Belluno) alla creazione di un unico partito dolomitico, che si confronti con il “sistema” , sia l’unica speranza per contare nella politica nazionale, come conta la Sudtiroler Volkspartei di Bolzano o l’ Union Valdotain ad Aosta.

Ora che è chiaro anche agli esponenti del Bard e a quanti ne condividevano il pensiero, che la creazione della Regione Dolomitica insieme a Trento e Bolzano (attraverso formule secessionistiche dal Veneto), non è possibile, cerchiamo di importare dal TAA i particolari che fanno la differenza tra noi e quelle province autonome. E’ giunto il momento di trasformare in uno strumento di matrice politica, quella capacità di aggregazione dimostrata con la fiaccolata ed esaltata dall’intervento delle categorie produttive, sociali e sindacali. Possiamo diventare forti come il TAA anche rimanendo nel Veneto, ma solo con l’aiuto di un partito territoriale unico e forte nell’unità trasversale di popolo.

Certo che da domani questo concetto sarà fatto proprio da una moltitudine, e consapevole che se tutti facessero un passo indietro questo ipotetico partito unico sarebbe attuabile, chiederò al PAB di rinunciare alla presentazione già annunciata per il 25 novembre p.v. di un partito bellunese autogeno, con l’auspicio che ne nasca uno maggiormente condiviso. Auspicando di ricevere conforto su tale posizione dai miei referenti, chiedo sin da ora, quindi, a tutti i soggetti componenti il comitato organizzatore della manifestazione di partecipare alla nascita di un Partito Dolomitico individuando basi ed obbiettivi comuni.

Dobbiamo capire che il Veneto (più del TAA) ci può essere amico e che la Regione Dolomiti è concretizzabile qui e non altrove. Anche se può sembrare un controsenso, più il Veneto sarà forte e libero e più aumenteranno le nostre possibilità di autonomia e noi, se saremo forti ed uniti nelle Dolomiti, saremo forti ed uniti anche con gli interlocutori veneti. L’importante sarà che a Venezia ci siano rappresentanti politici delle comunità territoriali di un Veneto libero e forte e non dei partiti romani.

Il PAB invita pertanto il Comitato organizzatore della manifestazione ed i singoli partecipanti (compresi quelli che dovrebbero rinunciare ai progetti di secessione dal Veneto) a studiare l’ipotesi di un partito futuro delle Dolomiti. Questo, se proprio dovrà essere secessionista, lo sia nei confronti di Roma e non più di Venezia. Veneto indipendente vuol dire Venezia in mano ai veneti liberi di scegliere e non più scudieri dei partiti romani.

Per il PAB – Paolo Bampo

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