
“L’arroganza di Durnwalder è diventata impudenza. Mi auguro che il Governo non indietreggi di un passo e che la politica veneta e dei territori confinanti con il Trentino-Alto Adige sappia fare squadra e respingere questo nuovo attacco di chi è ingrassato sulle spalle degli altri”.
A dirlo è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond dopo che il governatore altoatesino Luis Durnwalder ha annunciato di voler impugnare il fondo Brancher.
“E’ un atteggiamento vergognoso anche perchè vorrei ricordare che Durnwalder fino a oggi non ha rispettato i patti e non ha versato la sua parte di quota mettendo tutti in difficoltà. Come fa a impugnare una norma che non ha mai rispettato?”, si chiede Bond. “Con l’accordo di Milano del 2009 sono stati blindati gli statuti di autonomia fissando per legge che i nove decimi dei tributi dovevano rimanere tra Trento e Bolzano. Un documento che Durnwalder non può citare solo quando fa comodo”.
E’ lo stesso Bond a ricordare come sia la stessa legge istitutiva del fondo Brancher a dire che, in caso di inadempienza di una delle due Province autonome, sia lo Stato a dover trattenere la somma: “Mi chiedo come mai non lo abbia fatto finora. La misura adesso è colma”.
“Mi auguro solo che quella di Durnwalder sia una boutade estiva dovuta al caldo, anche se a Falzes fa parecchio fresco”, ironizza Bond che lancia anche un appello ai parlamentari europei: “Facciano qualcosa, qui parliamo di concorrenza sleale all’interno dello stesso Stato. Lascino perdere per un attimo gli interessi delle grandi multinazionali e si concentrino sui problemi del territorio”.
Nelle prossime ore il capogruppo del Pdl contatterà il parigrado lombardo Paolo Valentini. Proprio il Pdl veneto nelle settimane scorse ha iniziato una collaborazione con i colleghi di Lombardia e Piemonte per portare avanti battaglie comuni: “Non possiamo permetterci di subire ancora. Serve un moto di orgoglio”, conclude Bond. “Durnwalder non può continuare a sentirsi al di sopra della legge e degli accordi”.
