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mercoledì, Ottobre 21, 2020
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Il Castello di Andraz: fascino e mistero delle Dolomiti Unesco

Il Castello di Andraz, a Livinallongo del Col di Lana, nelle Dolomiti bellunesi – Patrimonio Unesco – riapre al pubblico, dopo gli importanti interventi di restauro. Sarà quindi possibile visitare il maniero, vero e proprio Museo a cielo aperto, crocevia di culture eterogenee in cui il ceppo ladino si affianca alla cultura carnica ed al Land Tirol.

La sacralità del luogo, la bellezza del paesaggio e la straordinaria conservazione dell’ambiente naturale ne fanno uno dei simboli di maggior fascino dell’area alpina orientale, raro esempio di architettura difensiva medievale rimasto.

Gli ultimi due anni di restauro hanno restituito il castello agli estimatori di storia passata e visitarlo è come compiere un rewind nel tempo di ben mille anni, circondati da uno dei panorami più belli del mondo: le Dolomiti patrimonio Unesco. “L Ciastel”, come viene definito nella lingua ladina il Castello di Andraz, fu sede sia amministrativa che militare e raggiunse il suo massimo splendore sotto la guida dei principi-vescovi di Bressanone.

Esso costituiva un punto strategico per il controllo del traffico di merci e della viabilità: da Bressanone attraverso il Passo delle Erbe, la Val Badia e la Valparola si poteva raggiungere l’Alto Agordino, Belluno, Venezia.  Ed era collegato con Laste, Rocca Pietore, Avoscan, Alleghe tramite fuochi di segnalazione. Fu inoltre baluardo contro le mire espansionistiche di Venezia: le Dolomiti erano infatti molto appetibili sia per il legname che per l’attività estrattiva.

L’Andraz Museum è stato concepito per promuovere la conoscenza del castello come espressione del patrimonio culturale dell’area ladina in cui sorge, l’aspra valle fodoma di Livinallongo del Col di Lana, situata ai piedi del Sella, lembo estremo verso nord della Val Cordevole in provincia di Belluno. Il maniero si erge infatti nel mezzo di uno straordinario percorso storico che unisce le due più importanti realtà culturali presenti nell’area dolomitica, costituite dal Museo “Vittorino Cazzetta” di Selva di Cadore, in cui sono conservate le spoglie dell’Uomo di Mondeval ed il suo corredo funebre, risalente all’epoca Cro-Magnon (7.500 anni fa), ed il Museo ladino “Ciastel de Tor” a San Martino in Badia.

La spiritualità diffusa e la bellezza incontaminata del paesaggio, fanno del Castello di Andraz uno dei simboli di fascino misterioso delle Dolomiti orientali: un assunto di ciò che ha portato al riconoscimento delle Dolomiti quale “Patrimonio dell’Umanità” da parte dell’U.N.E.S.C.O.

www.castellodiandraz.it

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