“Belluno e la Piave sono troppo lontani, è tempo di farli dialogare ancora”. Nel programma di Claudia Bettiol il fiume sacro alla Patria ha un posto d’onore, tra le risorse ambientali e turistiche. “Curare entrambe le sponde, pulire le aree demaniali e tagliare la vegetazione in eccesso, rendere accessibile e fruibile una spiaggia a Lambioi, segnalare in città i percorsi verso il fiume. Queste sono azioni già progettate, poco costose e facilmente realizzabili, basta la volontà dell’amministrazione di valorizzare la città e il suo ambiente”, assicura la candidata sindaco di Belluno. “Si tratta di interventi voluti da tutti, residenti di Borgo Piave in primis – aggiunge – i progetti ci sono, c’è un protocollo nei cassetti del Comune e i soldi sono quelli del demanio idrico provinciale, da sfruttare anche per questo genere di iniziative di tutela e fruizione del fiume”.

Oggi mancano le connessioni tra Belluno e i suoi fiumi, Piave e Ardo. “Renderemo i fiumi accessibili da cittadini e visitatori, perché assieme possono diventare un elemento di identificazione forte – conclude Bettiol -. Molte città hanno riscoperto il rapporto con i loro corsi d’acqua, traendone benefici. Per Belluno vedo solo vantaggi, a cominciare dalla riqualificazione del quartiere di Lambioi. La valorizzazione dovrà poi essere mantenuta nel tempo, puntando a una sempre maggiore qualità del fiume e del suo ecosistema, miglioramento che si potrà ottenere anche grazie alla sinergia con i servizi forestali, le associazioni, gli altri comuni rivieraschi”. Sulla fruizione del Piave si sono esercitati anche gli studenti di architettura grazie al progetto Interreg Drava-Piave, progettando le strutture informative da posizionare lungo i fiumi. Ora tocca all’ente locale mettere in campo questa iniziativa.
