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Venerdì a Dosoledo la conferenza sull’archeologia in Comelico

Nella sala del Museo Ladino “Algudnei” a Dosoledo (Comelico Superiore) venerdì 27 aprile dalle ore 20.30 si svolgerà la conferenza “Archeologia, valorizzazione e sviluppo della Val Comelico attraverso le tracce del passato”. Un appuntamento culturale durante il quale i relatori: Daniela Zambelli e Eva Horno, studio HZecoarchitetti, Flavio Cafiero archeologo, Diego Battiston laureando in archeologia, Gian Galeazzi dottorando in archeologia e il giornalista Eugenio Padovan illustreranno le varie tematiche con immagini, letture fotografiche del territorio e partendo dalle recenti scoperte archeologiche di S.Stefano di Cadore e Candide. L’esempio di valorizzazione dell’ambito pubblico di Piazza Monsignor De Cassan, antistante le chiese di S. Maria Assunta e S. Antonio Abate di Candide, nella cui esecuzione si sono considerati e trattati aspetti archeologici, architettonici, artistici e ricostruttivi con la ricollocazione della vecchia fontana, demolita alcuni decenni fa, sarà spiegato dagli architetti Daniela Zambelli e Eva Horno che ne hanno curato la progettazione e direzione dei lavori. L’archeologo bellunese Flavio Cafiero che ha eseguito le indagini scientifiche che hanno portato alla luce le fondazioni della primitiva chiesetta del 1000 mostrerà le varie fasi edificative delle chiese precedenti all’attuale che è settecentesca. Diego Battiston ed Eugenio Padovan si occuperanno dello scavo S.Stefano di Cadore che ha consentito di scoprire, con molta probabilità, le tracce della prima chiesetta del Comelico risalenti al V-VII sec. d.C. permettendo, quindi, di retrodatare di alcuni secoli l’esistenza d’insediamenti umani stabili in quel territorio situati sinora ai primi decenni del 1000. A Gian Galeazzi spetterà il compito di decifrare i segni di una possibile fortificazione riscontrati, nei pressi del Passo di Monte Croce Comelico, con la lettura di riprese fotografiche aeree collegate con la viabilità romana studiata verso la fine degli anni trenta dal topografo calaltino, Alessio De Bon. Una serata culturale dai molteplici significati e obiettivi durante la quale i relatori punteranno a diffondere una diversa concezione dello sviluppo di questa stupenda vallata che non sia condizionata dalla cementificazione e distruzione dell’ambiente. Bensì imperniata sulla tutela e valorizzazione delle caratteristiche paesaggistiche, architettoniche, storiche, artistiche e archeologiche.

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