
«In cinque anni è sceso l’inverno sulla città di Belluno. Non c’è dialogo con le associazioni e nemmeno con le frazioni. Non si ascoltano le richieste della gente e Belluno non ha più un suo peso a livello regionale. Non è più una capitale alpina». E’ la spietata radiografia della città a cinque anni dall’elezione a sindaco di Antonio Prade fatta da Claudia Bettiol, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, nell’incontro di stamane con la stampa tenutosi al caffè Deon.
«Bisogna uscire da questa situazione – afferma il leader del Pd bellunese – e farlo in fretta. La situazione socioeconomica non aiuta, ma ho grande fiducia nei cittadini. Sento che c’è fermento, voglia di calore, di crescita e di collaborazione. Questa città può farcela con le proprie forze, perché possiede competenze ed esperienza.
Lancio la sfida a Prade!
Sono disponibile ad un confronto pubblico a due. E’ inutile girarci intorno – afferma senza mezzi termini Claudia Bettiol – è questo che interessa i cittadini, capire chi tra noi due ha le competenze, l’esperienza, il profilo per aprire la nuova stagione di Belluno.
Serve un campo neutrale. Per questo lancio la mia richiesta ai media, alle associazioni, alle categorie. A chi insomma voglia organizzare un confronto a due, per il quale io do già la mia disponibilità.
Non possiamo aspettare di avere tutta la lista degli sfidanti, anche perché non avremmo il tempo per confrontarci veramente in 8, 9 o 10 candidati.
In attesa di questo confronto, ci attende una settimana intensa, durante la quale aprirò ufficialmente la mia campagna elettorale. Ho le mie idee sia sul programma che sul metodo di lavoro di squadra che serve a questa città. Ma non sarà una campagna elettorale di annunci. Voglio portare alla luce le storie finora trascurate, come quelle del centro antiviolenza. Fare chiarezza dove non ce n’è , come è stato per le illusioni sulla Sersa. Far capire che non ci serve un manuale per riparatori per sistemare la situazione, ma uno sguardo sereno, attento, che guarda ai prossimi lustri, che mira a far diventare veramente Belluno la migliore città in cui vivere. Oggi per tanti giovani non è così. La ripresa da questa crisi iniziata nel 2009 certamente arriverà, e allora ci saranno nuove opportunità di sviluppo. Serve una nuova leadership, perché Belluno ha tutti i requisiti per riposizionarsi.
Abbiamo due prospettive diverse per la città: Prade per anni ha detto che Belluno è la periferia di Venezia. Io sostengo che siamo in una situazione di parità dove occorre attivare le sinergie. Non siamo la periferia”!
