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martedì, Ottobre 27, 2020
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Qualcosa si muove: asta frequenze televisive e articolo 18 Statuto dei lavoratori

Ieri il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera ha affermato che sarebbe una vergogna non mettere in gara le frequenze televisive. “Sono contento nel vedere che il governo ha cambiato idea afferma il leader di Idv Antonio Di Pietro –  e concorda sulla necessità di non regalare le frequenze a Berlusconi.  Adesso però bisogna vedere se sono solo le solite belle parole o se seguiranno i fatti. Bisogna vedere cioè se questo governo sa solo mettere tasse per tutti i cittadini, per poi fermarsi quando si tratta di toccare gli interessi del “solito noto”. Dopo l’approvazione, alla Camera dell’ordine del giorno dell’Italia dei Valori, abbiamo presentato al Senato l’emendamento per mettere subito all’asta le frequenze televisive. E’ sufficiente che votino allo stesso modo questo emendamento al Senato, che tornerebbe così alla Camera. Non serve molto tempo, basta mezz’ora per approvarlo, e diventerà legge. Il governo – prosegue Di Pietro –  può appoggiare e sostenere questa strada, dimostrando così di voler fare sul serio e di non voler prendere in giro i cittadini. Perché se un ordine del giorno, cioè un impegno preciso assunto dal governo per far diventare legge qualcosa che tutti ritengono giusto, resta solo sulla carta, diventa una presa in giro. Anzi peggio: un’offesa all’intelligenza degli italiani, un trucchetto, una truffa che noi non potremmo accettare. Non c’è differenza solo perché a farla sarebbe un ministro del governo Monti invece che uno del governo Berlusconi. Così come non possiamo accettare la riforma dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori. E’ un’idea vecchia e pericolosa, che invece di agevolare la coesione sociale ci riporta allo scontro frontale tra imprenditori e lavoratori. La strada che noi dell’IdV indichiamo è  – conclude Di pietro – E’ quella dei contratti di apprendistato, che permettono al datore di lavoro di valutare il lavoratore prima di assumerlo, ma una volta superato l’apprendistato il lavoratore può contare su un contratto a tempo indeterminato e così può costruirsi un futuro”.

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