Il centro ittiogenico di Farra D’Alpago ha aperto ieri le sue porte al pubblico. Lo si potrà visitare fino a fine febbraio in orario dalle 14 alle 16. Due milioni e mezzo di uova di coregone (noto anche come pesce di Natale) si stanno via via aprendo nei grandi “bottiglioni di Zut” di cui è dotata la moderna struttura. Ogni dieci giorni nel lago di Santa Croce finiscono così molte migliaia di schiuse, già in grado di nuotare e sopravvivere. I visitatori, tra i quali sono attesi anche gli studenti dell’Istituto comprensivo dell’Alpago, troveranno un’informata guida nei consiglieri del bacino di pesca n7, Vittorio Facchin e Antonio Calvi, due appassionati pescatori ed esperti della riproduzione ittica e del funzionamento dell’incubatoio. Finita la stagione dei coregoni, fra un mese, il centro sul lago di Santa Croce si occuperà di far nascere le trote e a maggio il persico reale. La settimana scorsa ha fatto visita alla struttura anche una cinquantina di soci del Touring Club veneto, rimasti sorpresi e affascinati da questa prolifica attività. “Attività che migliora ogni anno grazie alla disponibilità e all’impegno dei nostri soci”, afferma soddisfatto il presidente del bacino di pesca, Celeste De Piccoli, che sottolinea come la mortalità, grazie all’attività dell’incubatoio si sia drasticamente ridotta: “Adesso non abbiamo più il problema che le uova finiscano in secca e muoiano quando cala il livello del lago”. Infovisite: 3284926237.
