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Osservazioni tecniche sul Progetto della centrale di Busche: presentati 951 moduli in pochi giorni grazie al coordinamento dell’Associazione ConfiniComuni

Cittadini e associazioni di volontariato presenti sul territorio hanno consegnato venerdì, secondo i termini di legge, all’Unità Complessa VIA (Valutazione Impatto Ambientale) di Venezia i 951 moduli che sono stati sottoscritti dai cittadini residenti nella provincia di Belluno, riguardanti il Progetto della centrale idroelettrica di Busche, da sabato 3 a giovedi 8 dicembre. Di questi, 604 nel Comune di Santa Giustina. Ne dà notizia l’Associazione di volontariato ConfiniComuni di santa Giustina, presieduta da Stefania Garna.
L’iniziativa è partita da Santa Giustina, dall’incontro pubblico di venerdì 2 dicembre, organizzato da ConfiniComuni per illustrare e condividere con tutta la cittadinanza le osservazioni tecniche presentate già in regione e comune alcuni giorni prima.
Al termine dell’affollato incontro e del dibattito – a cui avevano partecipato anche i sindaci di Cesiomaggiore e San Gregorio, nonché la vicesindaco di SantaGiustina – erano stati distribuiti i primi 300 moduli appositamente preparati. Nei quali le osservazioni curate dall’Associazione sono state espresse in un linguaggio accessibile e comunque tecnico, in modo da dare uno strumento valido a chi in questi mesi ha visto crescere man mano le preoccupazioni per questa centrale idroelettrica, della società ENergy Hydro Piave srl, senza ricevere alcuna degna risposta dai propri amministratori.
L’iniziativa ha riscosso un notevole riscontro interesse ed ha registrato un crescente numero di adesioni, capillari e spontanee, tra la popolazione, dimostrando ancora una volta che i cittadini possono avere un alto senso di responsabilità e partecipazione al destino dei Beni Comuni.
Sabato mattina sono stati effettuati tutti gli inoltri ai singoli comuni, i cui cittadini residenti siano risultati tra i firmatari. Comprendono i comuni della Valbelluna, rivieraschi come Sedico, Lentiai, Mel, Trichiana ecc., per arrivare fino a cittadini del Cadore e del Comelico.
Dalla Conferenza dei Servizi regionale dell’aprile 2010 – nella quale il Progetto di Busche è stato presentato – ad oggi (dicembre 2011) nessuna delle amministrazioni comunali dei comuni interessati della Destra Piave ha indetto un’assemblea pubblica nella quale informare e magari anche discutere con i propri cittadini la posizione stessa dell’amministrazione. Lasciando così alle associazioni il compito e l’onere di creare luoghi e occasioni di trasparenza e di dibattito. In attesa di un loro serio e improrogabile pronunciamento.

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