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Musica in città: non c’era alcun bisogno dell’ordinanza coprifuoco. Jacopo Massaro: “Basta far valere le regole che già esistono, contenute nel Piano di classificazione acustica del territorio”

Iacopo Massaro capogruppo Pd in consiglio comunale di Belluno

“Già nel 2007 il Consiglio Comunale aveva previsto una regolamentazione di massima delle attività rumorose. Basta attenersi a quelle per superare le attuali polemiche”. Spiega così Jacopo Massaro, capogruppo del PD a Palazzo Rosso, la sua posizione sulla questione del Decreto dell’Amministrazione Prade che spegne la musica in Città.

“Il Piano di classificazione acustica del territorio approvato allora dal Consiglio Comunale”, spiega Massaro, “stabiliva dei limiti di rumore per tutte le attività e tutte le zone; inoltre, prevedeva la possibilità di derogare a tali limiti – pur sempre entro una soglia massima – fino a 25 volte all’anno purché l’esercente avesse fatto preventiva richiesta e che l’attività rumorosa non superasse la mezzanotte; il Comune poteva comunque negare l’autorizzazione qualora vi fossero problemi”.

Nelle 25 giornate quindi finivano le principali festività e i giovedì in piazza, più le giornate rimanenti a disposizione, di solito non più di una quindicina; ma la nuova regolamentazione prevista dall’Amministrazione Prade pare dunque limitare decisamente queste possibilità.

“Questa disciplina”, continua Massaro, “metteva insieme due interessi fondamentali per nostro comune: l’interesse ad avere imprenditori messi in condizione di fare il loro lavoro e l’interesse a preservare gelosamente l’altissima vivibilità della nostra città”.

“Basterebbe quindi far valere le regole che già esistono per poter consentire una convivenza improntata al buon senso. Inoltre se, come si sente dire, vi sono situazioni particolari di locali che non si attengono strettamente alle regole, il Comune – che ha il dovere di intervenire – potrebbe utilizzare quel regolamento per negare le future autorizzazioni in deroga, creando un sistema simile alla patente a punti: chi viola le regole oltre alla sanzione si vede ridurre le proprie giornate a disposizione”.

“E’ comunque indispensabile”, conclude Massaro, “che un Sindaco metta ad un tavolo residenti ed esercenti per concertare ogni tipo di intervento, evitando inutili degenerazioni che non fanno bene né alla nostra delicata economia, né alle relazioni dentro la Città”.

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