
“Bisogna che il management italiano di Ideal Standard abbia la voglia e la dignità di difendere i suoi stabilimenti, a cominciare da quello di Trichiana, dove certo non mancano professionalità, passione e voglia di lavorare”.
Questo l’appello che i consiglieri regionali Sergio Reolon e Dario Bond lanciano a margine del tavolo convocato oggi al Mise – il Ministero dello Sviluppo economico – dove le parti sociali hanno incontrato i vertici dell’Ideal Standard, il gruppo proprietario dello stabilimento dell’ex Ceramica Dolomite a Trichiana.
“La situazione resta preoccupante”, ribadiscono Bond e Reolon, scesi a Roma accanto al vicepresidente del Consiglio regionale Matteo Toscani.
Al Mise Dario Bond ha ricordato al direttore delle risorse umane del gruppo il patrimonio professionale e umano cresciuto negli anni a Trichiana, dove l’Ideal Standard è molto di più di una semplice fabbrica: “Ho puntato sulla qualità del lavoro svolto in Valbelluna. Un gruppo che vuole rilanciarsi sul mercato e uscire dalle sacche della crisi non può prescindere da questo fattore”, ha rimarcato Bond.

I consiglieri regionali appoggiano la linea dei sindacati: “Deve essere garantito l’accordo del novembre 2009”, rimarca Reolon. “A pagare non possono essere sempre i più deboli. In questi anni l’Ideal Standard non ha toccato nessuno dei suoi 120 tra manager e dirigenti, mentre continua a mettere in discussione il destino di centinaia di lavoratori”.
“Per ottenere quello che ci spetta, il Bellunese e i suoi rappresentanti devono rimanere uniti”, concludono Bond e Reolon. “La Valbelluna ha equilibri fragili che devono essere preservati soprattutto in un momento come questo”.
