La Direzione ARPAV ai primi di settembre ha sanzionato economicamente alcuni dipendenti ARPAV (10-30 euro a persona) ed è pronta ad applicare sanzioni disciplinari. Ciò perchè questi dipendenti del comparto (= tecnici) hanno chiesto rimborso pasto per alcune giornate di attività sul territorio invece di utilizzare il “buono pasto”, del valore di 4,93 euro, presso esercizi convenzionati. Nella lettera indirizzata ai dipendenti vi è anche un richiamo ai dirigenti per non aver sufficientemente vigilato sulla rendicontazione dei dipendenti stessi.
La sanzione si riferisce a giornate nel periodo primaverile ed è arrivata solo ora dopo 5-7 mesi dall’avvenuta infrazione regolamentare.
Il regolamento interno prevede infatti che i dipendenti del comparto durante le attività sul territorio per la pausa pranzo debbano cercare un esercizio che accetti i buoni pasto del valore di 4,93 euro e se proprio non ne individuano uno, possono mangiare presso un ristorante con spesa massima di 12 euro.
Tale regolamento non vale invece per i dirigenti che possono spendere fino a 22 euro per pasto consumato.
Questo regolamento è entrato in vigore in forma sperimentale ad inizio 2011. A luglio è stato reso disponibile un elenco degli esercizi convenzionati. Questo elenco, che per il numero di pagine, sembra molto ricco di esercizi pubblici convenzionati, in realtà comprende alcuni duplicati, e negozi molto specializzati (es. macellerie, pasticcerie, hard discount) oltre a molti negozi di alimentari.
Alcuni dipendenti hanno fatto una verifica a campione su alcuni esercizi pubblici dell’elenco e come volevasi dimostrare l’elenco non è nè attendibile, nè aggiornato.
La verifica degli scontrini effettuata in amministrazione ARPAV, che ha poi portato alla notifica delle sanzioni, notifica che fa sentire il destinatario come un ladro, sembra sia stata fatta da questo elenco che risulta essere inattendibile. Cioè si usa uno standard amministrativo inattendibile per richiamare e minacciare di atto disciplinare persone che nello svolgere il loro dovere hanno commesso l’errore di non chiedere all’ingresso del locale se venivano accettati i buoni pasto. Ma sono solo i dipendenti ad aver commesso questo errore o anche i dirigenti che talora sono insieme ai tecnici?
I dipendenti si domandano anche se è stato fatto un richiamo morale ed economico per quei dirigenti e dipendenti che nel 2007 hanno permesso l’assunzione di 2 CoCoCo “speciali” con una spesa maggiorata di almeno 60000 euro rispetto alle procedure interne ARPAV allora vigenti? Inoltre si domandano come hanno commentato e approvato queste assunzioni “speciali” i Revisori dei Conti, che per legge devono tutelare la solidità del bilancio ARPAV? Qualcuno ha rimborsato quei 60000 euro?
E’ un altro caso di rigidità di regolamento per i sottoposti e non per i superiori o i pari livello? Ma il deficit di bilancio di decine di milioni di euro chi l’ha causato? Tecnici che con il bello o brutto tempo stanno fuori sul territorio a controllare lo stato dell’ambiente campionando presso ciminiere, fiumi, depuratori, discariche, aziende, in mare ecc e chiedono un rimborso pranzo da 10-12 euro, o dirigenti che per rappresentanza acquistano auto “full optional”, litografie da appendere sui muri dell’ufficio e altre simili amenità?
lettera firmata
