Martedì 4 settembre il liquido cantiere mercuriale di Sass Muss ha smosso un’altra pietra, ospitando uno degli appuntamenti del programma di Oltre le Vette dal titolo “L’arte come display sulla natura”.
Dolomiti Contemporanee è un progetto, fin dal suo concept originario, imperniato sull’idea di mettere in rete spazi, territorio, cultura e identità dolomitici con l’arte contemporanea, in modo tale da contribuire a costruire, ad esportare, immagini nuove di questi luoghi.
In generale tutto il progetto Dolomiti Contemporanee nasce e si fonda sull’idea di aprire nuovi canali e operare attivamente alla costruzione di una rete di soggetti eterogenei e collaborativi. Questo modello sinergico, crediamo noi, può consentire di rafforzare, cementare e amplificare la portata di una proposta culturale rinnovativa e forte che abbia a tema lo sviluppo e l’incentivazione di risorse ancora pressoché intonse.
Nel corso della presentazione sono intervenuti Gianluca D’Incà Levis, ideatore e curatore di Dolomiti Contemporanee, Maria Grazia Passuello, assessore alla cultura del comune di Belluno, Flavio Faoro, per molti anni anima e motore di Oltre le Vette, Francesco Franchi noto storico ed intellettuale bellunese e Daniele Capra, curatore.
Tra I temi toccati dai diversi relatori: il rapporto tra arte e natura; l’importanza di realizzare progetti artistico-culturali non settari e specifici ma impostati sulla multiprospetticità e su una visione produttiva in senso lato; la novità di Dolomiti Contemporanee, cantiere linfatico ed estroverso; la necessità di una interdisciplinarietà e iterazione fra diversi ambiti culturali, spesso segregati; la consapevolezza che le Dolomiti e la montagna non siano temi finiti e conchiusi da trattare come mausolei o memoriali ma che esse abbiano, al contrario, un grande potenziale che deve e può essere espresso attraverso iniziative nuove che progettano il futuro.
In seguito al dibattito la serata di Sass Muss è proseguita con una visita guidata e dialogata alle mostre. Nei padiglioni ci si è soffermati su alcune opere particolarmente significative per il legame stretto tra il lavoro ideativo dell’artista e il contesto naturale ed ambientale che le ha generate.
Dolomiti Contemporanee prosegue nella la sua azione di valicamento (oltre – le – vette).
E forse, a breve, andremo davvero a piantare queste nostre crode nel cuore di Napoli, e altrove, molto altrove. Perché, se siamo qui non è per stare, ma per andare. Saldi vogliamo essere, non certo fermi.
Gianluca D’Incà Levis
