
E’ successo un’altra volta. Qualche tempo fa l’avvocato bellunese Maurizio Paniz, deputato del Pdl, sosteneva a spada tratta la buona fede di Silvio Berlusconi allorquando il premier era sinceramente convinto che la bella Ruby fosse effettivamente nipote di Mubarak. Questa mattina alla trasmissione “24 Mattino” di Radio 24 l’irreprensibile onorevole bellunese ha sostenuto che il decreto anti intercettazioni in discussione alla Camera serve a tutelare tutti i cittadini italiani. Non basta. Proprio lui, che è esponente di rilievo del Popolo delle Libertà, nel corso dell’intervista, accerchiato dal giornalista Alessandro Milan, ha chiesto nuovamente (l’aveva già fatto in passato) il carcere per i giornalisti: “Il giornalista che pubblica ciò che non può pubblicare dovrebbe subire una sanzione penale – ha detto l’avvocato Paniz – Il carcere magari è un percorso più lungo. Che ne so, ci vorrebbe una sanzione da 15 giorni a un anno, poi il giudice graduerà a seconda della violazione, vedrà se sono possibili riti alternativi, pene pecuniarie o multe o,se il giornalista debba andare in carcere. Cosa che è tutto sommato molto rara nel nostro ordinamento per questa tipologia di situazione”.
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