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Confindustria Belluno Dolomiti difende l’azienda Ascon di Busche sulla vicenda della Torre posta sotto sequestro. Cappellaro: “inaccettabile”

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno

Gian Domenico Cappellaro, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, esprime tutto il proprio sostegno all’azienda Ascon dopo la decisione della Procura di porre sotto sequestro preventivo l’impianto di conglomerato bituminoso realizzato nell’area Ex Merotto a Busche: “E’ inaccettabile per un’impresa che ha sempre operato nel rispetto delle regole – ha detto Cappellaro –  In un momento di crisi economica e di particolare difficoltà  per il settore dell’edilizia bisognerebbe sostenere un’azienda che ha investito per rinnovare un impianto vecchio di oltre 40 anni con uno di nuova generazione,  ecocompatibile e migliorativo. Un’azienda che impiega molti lavoratori con un importante indotto che  risentirà pesantemente delle conseguenze che questo provvedimento comporta. Ma non c’era altro modo? – prosegue il presidente di Confindustria –   Era proprio indispensabile porre sotto sequestro un cantiere per controllare la corrispondenza di tutte le autorizzazioni? E’ questo sistema di totale incertezza che spinge le aziende a non rischiare, a non investire, a non poter operare con serenità sui mercati interni. Sta diventando quasi insostenibile per gli imprenditori lavorare e dare lavoro nel nostro territorio”. “Per l’Ascon – conclude Cappellaro –  vogliamo essere fiduciosi. Confidiamo che dopo tutte le verifiche del caso si provveda ad un rapido dissequestro dell’impianto, per consentire all’azienda di riprendere al più presto la propria piena attività”.

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