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lunedì, Ottobre 26, 2020
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La Fondazione Dolomiti accoglie il valutatore

A Belluno nella sede della Provincia (Palazzo Piloni) la Fondazione Dolomiti rappresentata dal Consiglio d’Amministrazione, dal Comitato scientifico e dai consulenti dell’iter di candidatura ha accolto il valutatore IUCN (International Union for Conservation of Nature) Greame Worboys. All’incontro erano presenti i rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare (Annamaria Maggiore e Ottavio Di Bella). Dopo il saluto di benvenuto del presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin ha preso la parola il presidente della Fondazione Alberto Vettoretto che ha illustrato brevemente la Fondazione presentando al verificatore Worboys i rappresentanti delle cinque Province che compongono il CdA. Erano presenti: per la Provincia autonoma di Bolzano l’assessore Michl Laimer, per la Provincia di Pordenone l’assessore Giuseppe Verdichizzi, per la Provincia autonoma di Trento Mauro Gilmozzi, per la Provincia di Udine l’assessore Luca Marcuzzo. All’incontro di Palazzo Piloni c’erano anche Cesare Lasen (nomina della Provincia di Belluno) e Marco Tonon (nomina Provincia di Pordenone), in rappresentanza del Comitato scientifico composto anche da Roland Dellagiacoma (nomina Provincia di Bolzano), Annibale Salsa (nomina Provincia autonoma di Trento), Mauro Pascolin (nomina Provincia di Udine). I cinque assessori, rappresentanti delle Province e cioè soci fondatori della Fondazione e il dirigente Stefano Sisto rappresentante della Regione Veneto (membro del Consiglio direttivo) hanno sottolineato il valore del lavoro unitario fin qui svolto, caratteristica determinante per l’ottenimento del riconoscimento e fondamentale elemento di unione per la continuazione del percorso volto a gestire, valorizzare e tutelare il Bene naturale. Paola Matonti, a nome della Segreteria, ha illustrato brevemente la storia della candidatura e la composizione della Fondazione. Il valutatore si è congratulato per l’ottenimento del riconoscimento Unesco e ha parlato del senso positivo della sua visita nel comune obiettivo della valorizzazione del Bene e del funzionamento della Fondazione. Ha inoltre messo in rilievo come il lungo e importante lavoro fin qui svolto sia frutto di “un’unica mente”, benchè le Province siano cinque e le regioni due. Il verificatore Workboys che ha una formazione geologica e un’esperienza centrata sulla valutazione dei Parchi nazionali, ha detto di essere positivamente impressionato da quanto illustrato. L’obiettivo della sua visita, lo ricordiamo, è verificare la coerenza fra gli scopi dell’Unesco e i fini che la Fondazione si è prefissa. Nel pomeriggio il valutatore visiterà a Longarone l’Expo Dolomiti Unesco e nei prossimi giorni sarà accompagnato, dai rappresentanti della Fondazione e dai consulenti scientifici, nei vari territori dolomitici.

In premessa alla presentazione dello stato attuale del Bene seriale è stato evidenziato come la candidatura sia stata portata avanti dalle Istituzioni (le cinque Province di Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento e Udine) a nome degli abitanti di questi territori proprio per salvaguardare un Patrimonio ritenuto di grandissima importanza.
Sono stati i consulenti scientifici dell’iter di candidatura Cesare Micheletti (architetto del Paesaggio) Mario Panizza (geomorfologo) e Piero Gianolla (geologo) a presentare al valutatore IUCN, l’australiano Greame Worboys, i nove gruppi dolomitici dal punto di vista scientifico. Un’area che, lo ricordiamo, è estesa per 231.000 ettari e occupa una superficie larga 145 chilometri e lunga 72. Un Bene seriale che ci consente di leggere la storia della Terra dal Permiano ad oggi. L’aspetto geologico è stato illustrato da Piero Gianolla, quello geomorfologico da Mario Panizza, mentre Cesare Micheletti ha presentato gli eccezionali fenomeni naturali, la bellezza naturale e l’importanza estetica. Gli studiosi, presentando i vari ambiti disciplinari con l’aiuto di immagini e dati, hanno messo in evidenza l’unicità e la bellezza del Bene seriale Dolomiti. Micheletti ha sottolineato come gli elementi verticali e orizzontali tipici delle Dolomiti siano stati ben sintetizzati nel logo che le rappresenta come Patrimonio dell’Umanità.
“Il punto di vista giuridico e l’intelaiatura delle responsabilità” della Fondazione è stata presentata da Paola Matonti a nome della Segreteria mentre Fabio Scalet, dirigente generale della Provincia autonoma di Trento, ha inquadrato l’articolazione ordinamentale dello Stato italiano mettendo in luce come ci sia un contesto e una scalarità regionale e provinciale piuttosto ampia. La Repubblica italiana è infatti fondata su un policentrismo di enti territoriali e di organi costituzionali con prerogative, funzioni e poteri espressamente definiti dalla Costituzione (per es. lo staus di Provincia autonoma) o dalle leggi dello Stato (per esempio Province ordinarie e Comuni). Gli assessori, rappresentanti dei cinque territori, dopo aver ringraziato per lo spirito positivo con cui il valutatore Worboys si accinge a visitare il Bene, hanno presentato brevemente le varie realtà provinciali così da fornire al verificatore Greame Worboys un’idea complessiva del territorio dolomitico. Così, ordinamento giuridico-amministrativo e composizione dei vari territori, sono stati spiegati al valutatore IUCN.
Sono stati poi presentati gli obiettivi della Fondazione (gestione e valorizzazione del Bene seriale) illustrando al verificatore le modalità con cui vengono perseguiti: in parte con attività svolte in modo diretto (conoscenza e divulgazione) e, in parte, avvalendosi delle strutture che fanno capo alle cinque Province. La Fondazione ha, infatti, individuato in sette reti funzionali una parte della strategia gestionale dell’ampio e diversificato territorio dolomitico. Le reti funzionali hanno il compito di omogenizzare la metodologia di lavoro e permettono, inoltre, di non avere una macrostruttura di gestione. E’ stato spiegato che, in questo modo, si ottiene anche il contenimento dei costi (Reti funzionali: formazione, ricerca e geologia affidata alla Provincia autonoma di Trento, sviluppo sostenibile e mobilità alla Provincia autonoma di Bolzano,Promozione turistica alla Provincia di Belluno, Paesaggio alla Provincia di Udine, Aree protette alla Provincia di Pordenone). “Parola d’ordine delle reti – è stato detto – è armonizzare gli ambiti specifici delle varie realtà dei territori dolomitici per arrivare a costruire una metodologia di gestione uniforme”.

 

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