
“Un conto è il senso di appartenenza a un territorio, un altro sentirsi padani. Per questo condividiamo le parole del pro-sindaco di Treviso Gentilini, che stavolta – contrariamente ad altre occasioni – non possiamo che appoggiare.
Le sue sono parole responsabili e che esprimono un grande senso della realtà. La Padania non esiste e i primi a dirlo sono i veneti”.
A dirlo sono Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo del Consiglio regionale del Veneto dopo la “tempesta” che si è scatenata attorno alle parole dell’amministratore trevigiano che ha sostenuto la linea del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano molto critico nei confronti delle idee di “secessione” e “popolo padano”.
“Questo non è il tempo degli slogan. I veneti pretendono soluzioni concrete ai problemi di ogni giorno e non lezioni di fantapolitica”, proseguono i due esponenti del Popolo della Libertà, che citano anche una ricerca della Fondazione Nordest comparsa oggi sul Corriere del Veneto: “Se è vero che meno del cinque per cento dei veneti si sente padano, significa che anche i leghisti non credono alla Padania”.
Da qui l’appello: “Basta sollevare polveroni per nulla, concentriamoci sui problemi seri della quotidianità. Il radicamento sul territorio e l’amore per la propria terra si vede da qui”, concludono Bond e Cortelazzo. “I veneti sono orgogliosi di essere veneti e italiani e lo sarebbero ancora di più se si cominciasse a lavorare per uscire da questa crisi senza perdere tempo in polemiche inutili”.
