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martedì, Febbraio 17, 2026
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Paolo Bambo scrive a Gerardo Bianco: “non tutti gli ex parlamentari vogliono mantenere inalterato il loro vitalizio”

“Ho spedito al Presidente della associazione degli ex parlamentari on. Gerardo Bianco le mie dimissioni dall’associazione medesima. Ritengo che la categoria abbia infatti partecipato in misura del tutto insufficiente  ai sacrifici necessari per affrontare la attuale crisi.  Oltre a ciò, ho invitato l’ istituzione parlamentare che Bianco presiede a non appellarmi più con il titolo di “onorevole”.  Ho rinunciato a questa menzione onorifica, in quanto spesso essa è sinonimo di qualcosa di molto diverso e scaduto dal proprio significato etimologico.  Sono consapevole che, con ciò che sta succedendo nel Mondo ed in Italia, la mia decisione, oltre a non risultare un “grande gesto”, probabilmente assuma anche una scarsa rilevanza  come valore simbolico o addirittura come semplice curiosità. Per me, però, è l’atto minimo dovuto in un momento in cui, anche magari solo nella forma, è indispensabile eliminare ogni possibile inutile ed antistorica distinzione sociale.  Concordo con chi pensa  che l’Italia sia un Paese senza speranza e che solo una rivoluzione destabilizzante possa cambiarla (non è infatti possibile costruire una nuova casa dove già ce n’è un’altra). Dieci anni orsono nell’aula della Camera dei Deputati, con un certo riscontro esterno, denunciai  pubblicamente il tentativo di corruzione avanzato nei miei confronti da un emissario del partito di Mastella che, a suon di bigliettoni, mi offriva di passare all’UDEUR. A quel tempo faceva ancora scandalo la compravendita dei parlamentari. Adesso tale malcostume è diventato invece prassi comunemente accettata.  Le mie reazioni al sistema  (scoperchiai una pentola che puzzava) fecero però allora azionare gli anticorpi. Io persi il saluto di gran parte dei colleghi e venni ,così, definitivamente estromesso dalla politica.                                                                                                                                                                                                         Mastella , invece, divenne Ministro…….Ministro della GIUSTIZIA!!!                                                                                                                      Oggi che la crisi economica dilaga e che i Parlamentari sono solo merce di ordinaria compravendita  tra le segreterie dei partiti, dà giustamente scandalo il fatto che deputati e senatori conservino diritti ingiustificati, superati, costosi ed antisociali.                                                                                                                                                                                                              Troppe sono le “caste” e consorterie che godono di privilegi e benefit di vario e sperequativo trattamento previdenziale, economico e/o sociale: politici, militari, clero, magistrati, notai, giornalisti, baroni universitari e della medicina, dipendenti di vari enti dello Stato, delle Regioni, delle multinazionali, e non dimentichiamo le migliaia di diplomatici spediti in giro per il mondo a gozzovigliare a ricche spese del contribuente.                                                                                                                                                                                                          Io di fatto ho già rinunciato a TUTTI i benefit gratuiti dell’ ”ex” ad eccezione del “vitalizio” in quanto rappresenta  (non essendo io benestante) l’unico strumento finanziario che mi permetta ancora di reiterare quotidianamente  (almeno a livello territoriale) gli impegni politici assunti contro il sistema  quando venni eletto alla Camera. Per la cronaca, riterrei comunque corretto se le trattenute destinate a tale stantio istituto venissero trasferite nel monte contributi di una normale pensione, al pari di ciò che succede per le trattenute di tutti i lavoratori. A chi abbia lavorato in esclusiva da deputato e senatore,(senza quindi aver in quel periodo maturato diverso tipo di pensione e senza aver conservato il proprio posto di lavoro in aspettativa) sia perciò riconosciuto come massimo il diritto alla pensione per i contributi versati nel periodo trascorso a Roma. Il giustizialismo antipolitico non deve farci però passare da un eccesso (il vitalizio) all’eccesso opposto (il non riconoscimento dei versamenti contributivi). …e con questa mia posizione, contro certi privilegi (ops, chiedo scusa, sono chiamati “diritti acquisiti”) attirerò nuovamente su di me le ire di tutta la politica, come già avvenuto per la denuncia della compravendita dei parlamentari…ma le azioni antisistema fanno parte degli impegni assunti.
Paolo Bambo

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