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venerdì, Ottobre 30, 2020
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Le Province di Belluno, Sondrio e Verbania si riuniscono oggi a Calalzo

Non solo Ministri, a Calalzo di Cadore. Mercoledì 31 agosto, i presidenti di tre Province, Gianpaolo Bottacin (Belluno), Massimo Sertori (Sondrio) e Massimo Nobili (Verbania) si riuniranno per discutere delle prossime mosse da mettere in atto per tenere in vita le realtà di montagna, messe in discussione (insieme agli Enti di tutto il territorio italiano) dalla recente manovra del Governo. «Siamo province accomunate dalle stesse caratteristiche (territori transfrontalieri interamente montani) e quindi affrontiamo i medesimi problemi – ha detto il presidente di Palazzo Piloni, Gianpaolo Bottacin – . Questa riunione si terrà ad una settimana dall’incontro di Roma con l’Upi, ma in questo caso analizzeremo le questioni più specifiche delle zone montane».
Ha spiegato Bottacin: «La “manovra di Ferragosto” del Governo – di fatto – ha diviso le Province italiane in tre fasce: ci sono quelle capaci di sostenersi e che (per il momento) potrebbero salvarsi dal taglio, quelle eliminate “per legge” e quelle, come Belluno, a cui vengono tolte le risorse economiche per garantire i servizi alla propria comunità, condannandole ad una rapida chiusura».
«Non è un caso che mercoledì si vedranno riunite realtà come quella di Sondrio, che vorrebbe emigrare in Svizzera, e Belluno, che guarda invece al Trentino – Alto Adige – ha aggiunto il capo di Palazzo Piloni – . Le difficoltà ci spingono a soluzioni estreme, ma dobbiamo affrontarle insieme. La partita, infatti, si gioca a livello nazionale, dove l’Ente Provincia è unicamente (ma erroneamente) visto come un peso anche dalle categorie economiche (dagli imprenditori ai sindacati) che ne chiedono l’abolizione. Forse non hanno chiaro i servizi che esse erogano».«Pronti ad andare contro il nostro Governo».I presidenti di Belluno, Verbania e Sondrio si preparano al vertice di domani a Calalzo. C’è attesa per la riunione della Federazione delle Province Alpine, domani a Calalzo di Cadore. Scelto il luogo di ritrovo, l’Hotel Ferrovia dove già alloggiarono a metà agosto i Ministri Calderoli e Bossi, i presidenti di Belluno, Sondrio e Verbania si incontreranno per valutare la situazione degli Enti montani, alla luce delle recenti manovre annunciate dall’esecutivo nazionale e dichiarano: «Siamo pronti a contestare le decisioni del nostro Governo».
«Torniamo sul “luogo del delitto” – commenta Gianpaolo Bottacin, presidente della Provincia di Belluno – . Dieci giorni fa sono andato a Calalzo di Cadore per discutere della manovra faccia-a-faccia con il Ministro Calderoli. Gli ho spiegato le ragioni della nostra terra, l’impossibilità di sopravvivere con le poche risorse a disposizione, la necessità di un cambio di rotta, rispetto a quanto avevano previsto. Il risultato è che ora il decreto è stato pesantemente rivisto, soprattutto per quanto concerne le Province: segno, questo, che la mia protesta ha portato qualche buon frutto».«Non siamo disposti ad accontentarci di queste “correzioni” alla manovra, perché – in ogni caso – i tagli devono essere ancor più ridotti, sia agli Enti provinciali che a quelli comunali: da una parte come dall’altra non c’è alcuna “casta” da difendere, ma solo servizi da garantire alle nostre comunità – ha spiegato il capo di Palazzo Piloni – . Come ho già avuto modo di dire, io sono “prima bellunese” e quindi difenderò fino all’ultimo le istanze di coloro che rappresento, indipendentemente dal colore politico di chi minaccia di cancellare la nostra Provincia. A Calalzo, insieme ai miei colleghi di Verbania e Sondrio, sono pronto ad andare contro le paventate azioni dell’attuale Governo: mi aspetto,però, che tutte le categorie (economiche e non solo) del nostro territorio siano disposte ad altrettante prove di forze nei confronti dei loro vertici nazionali».

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