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Il ritorno dei Pionieri, il primo gruppo beat bellunese degli anni ’60, domenica sera a Cusighe

Dopo 40 anni ritornano “I Pionieri”. Domenica alle ore 21, alla tradizionale Festa del pesce di Cusighe (Belluno), revival d’eccezione con il primo gruppo beat di Belluno, fondato nei primi anni ’60 e sciolto all’inizio degli anni ’70. I Pionieri saliranno sul palco in formazione ridotta, con Riccardo Savaris (voce), Stefano Battorti (basso e voce) e Giampietro Barlò (chitarra) con una rassegna di pezzi di matrice blues, country e rock ‘n roll. Nella band in origine, oltre a Barlò e Savaris, c’era Paolo Valduga (chitarra), Renzo Saronide (basso) e Maurizio Dall’Asen (batteria). A metà degli anni ’60 subentra Stefano Battorti (batteria). Il loro genere musicale si differenziava dalla proposta commerciale e melodica in voga a quegli anni nelle balere bellunesi, dove si esibivano Le Ombre, i Ragazzi della Notte, i Koalas, i Pipistrelli, le Sabbie Mobili e i Tomb Stones. «A noi piaceva il rock e il blues» racconta Riccardo Savaris «l’art director della band era Paolo Valduga, all’epoca studente universitario, che selezionava i brani del nostro repertorio. Grazie a lui abbiamo suonato nel Bellunese i pezzi dei Rolling Stones, degli Animals, Otis Reding, the Shadows e i Corvi». Sono gli anni del boom economico. Nel 1965 in Italia, oltre la metà delle famiglie ha il frigorifero, il 49% il televisore ed il 23% la lavatrice. Sei milioni di giovani acquistano 400 mila giradischi e spendono 5 miliardi di vecchie lire per ascoltare i successi dei loro idoli al juxe-box. Bobby Solo ed i Minstrels vincono il Festival di Sanremo presentato da Mike Bongiorno con “Se piangi se ridi” di Mogol. «Nelle balere si ballava il twist, lenti, veloci, i pezzi dei Beatles. Ma agli inizi degli anni ’70» prosegue Savaris «qualcosa sta per cambiare. Le band si dividono in quelle che suonano il liscio e quelle che prediligono la disco music. Poi arrivano le discoteche e i dj, e molti gruppi si sciolgono». Sciolti i Pionieri, Savaris prosegue con Le Ombre con varie serate in tutto il Triveneto, e nel ’94 anche in Brasile, ad Urussanga alla “Festa del vino” dove passavano 400mila persone in 10 giorni. Anche Stefano Battorti prosegue, dall’1981 è con i Caimani del Piave e anche con i Blue Train, nel genere che gli è più congegnale, ossia il blues e il rock’n roll.

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