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Tagli alle province: Belluno salva. E Fistarol vuole eliminare gli enti dove il capoluogo è superiore a 100 mila abitanti

Maurizio Fistarol senatore Verso Nord

Cessata emergenza. La Provincia di Belluno si salva perché la bozza del decreto prevede il taglio degli enti con meno di 300 mila abitanti e con meno di 3000 km quadrati. La provincai di Belluno ha una superficie superiore, quindi non verrà soppressa. Intanto c’è chi pensa di dare una sforbiciata alle Province con capoluoghi di oltre 100mila abitanti. I criteri della manovra non sono ancora del tutto chiari, ma una cosa è certa per il senatore di Verso Nord, Maurizio Fistarol: «Si taglia chi spende uno perché non si ha il coraggio di tagliare chi spende dieci». Se sarà confermato, l’impianto della manovra sulle Province è «illuminante», perché tenta di cancellare gli enti più piccoli, quelli che insistono sui territori più deboli e non tocca le Province che spendono di gran lunga di più e sono le più inutili, cioè le grandi Province e non le piccole. «Questo approccio del governo è completamente sbagliato, soprattutto in termini di risparmio della spesa».

La situazione, afferma il senatore di Verso Nord, «richiede interventi coraggiosi e strutturali di taglio della spesa pubblica improduttiva. Nessuno può permettersi la difesa a oltranza del proprio orticello».Sulle Province, ricorda Fistarol, «il 7 luglio ho presentato in Senato una proposta di legge per l’abolizione delle 10 che coincidono con le città metropolitane. Qualcuno mi deve spiegare a cosa servono questi enti a Roma, Milano, Napoli, Genova, Venezia, Firenze, Torino, Bologna, Bari e Reggio Calabria, ma anche in tutte le medie città».

In proposito «ho pronto un secondo disegno di legge», prosegue Fistarol, «che presenterò ai primi di settembre e che prevede l’abolizione delle Province là dove ci sono città capoluogo che possono e di fatto già svolgono le funzioni di coordinamento e programmazione, cioè quelle città capoluogo che contano più di 100 mila abitanti».

L’auspicio del senatore è che ci sia comunque «un confronto fra diverse proposte di diminuzione della spesa pubblica e non fra chi vuole cambiare male e chi non vuole cambiare niente».

Il decreto con la manovra andrà in commissione dal 22 agosto e dal 5 al 12 settembre ci sarà la discussione in aula.

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