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mercoledì, Settembre 23, 2020
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«La Provincia può offrire un miglior coordinamento di Protezione Civile». Il presidente Bottacin: «Approviamo i piani comunali, noi conosciamo il territorio»

Gianpaolo Bottacin

«Fintanto che questo sarà l’ordine gerarchico, come Istituzione devo interfacciarmi con la Prefettura: ma io lavoro per cambiare le cose, non per subirle». Il presidente della Provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin, torna sulle dichiarazioni in merito all’abolizione delle Prefetture e rilancia il fronte della Protezione Civile.  « Riconosco la figura del Prefetto e come rappresentante di una Istituzione devo interfacciarmi con essa – ha spiegato Bottacin – . Ma io lavoro perché le cose migliorino, e già nell’ambito della Protezione Civile mi sembra che qualcosa sia cambiato». « Mi fa piacere che ad interessarsi della questione sia un giovane dell’opposizione consiliare (Mirco Costa Pd, che ha dichiarato “la Prefettura non si tocca”, invitando la giunta provinciale ad un maggior impegno, visto che sono le mozioni dell’opposizione ad occupare maggiormente gli ordini del giorno del consiglio provinciale ndr), segno che anche lui ha a cuore il futuro assetto per il coordinamento del territorio. Un assesto che già ha conosciuto un’importante svolta, specie per quanto riguarda il comparto della Protezione Civile, in cui – fino a poco tempo fa – c’era solo la Prefettura a coordinare i Comuni: la Regione ha recentemente riconosciuto come autorità del settore proprio l’ente Provincia, attribuendogli un importante ruolo sovracomunale. D’altronde, chi meglio di Palazzo Piloni conosce il territorio nel suo insieme e ha quindi una visione completa del lavoro da compiere? Possiamo offrire il miglior coordinamento delle forze a disposizione, nel momento del bisogno». Bottacin ha sottolineato l’impegno dei volontari negli ultimi diciotto mesi, dalle alluvioni (l’ultima nel novembre scorso) alla tragedia del Falco, dalle frane ai terremoti: «Forse qualcuno non si è ancora reso conto che questi sono i veri problemi della gente, quelli che toccano con mano. Nell’ultimo anno e mezzo Palazzo Piloni, e non la Prefettura, ha approvato cinquantacinque piani comunali di Protezione Civile, importantissimo strumento d’azione che abbiamo nei nostri uffici: quando si è insediata questa amministrazione eravamo fermi a sette, a conferma che chi ci ha preceduto ha dimostrato scarsa attenzione sul tema».

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