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martedì, Novembre 24, 2020
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Giunta Prade: contraddizioni e improvvisazioni * di Paolo Bampo

Paolo Bampo
Paolo Bampo

Forse, per inseguire la sempre decantata, ma incerta e fumosa vocazione turistica di Belluno, non confermata chiaramente neppure dalle parole odierne del Sindaco, l’attuale  giunta ha preferito investire sul Nevegal e sugli impianti di risalita, piuttosto, ad esempio, che garantire la difesa dei livelli dei servizi sinora offerti dalla casa di riposo Gaggia Lante.  Il Sindaco Prade ed i suoi hanno deciso con tale scelta di rinunciare a rappresentare quella  Città a vocazione sociale, sempre rincorsa dalle precedenti Amministrazioni. Ma attenzione, anche la vocazione turistica è solo un bluff!  Oltre alle storiche deficienze strutturali ed organizzative del comparto ricettivo comunale pubblico e privato, infatti , la Giunta Prade, per peggiorare la situazione, ha voluto contraddirsi rendendo la vita difficile anche ai turisti e non solo, quindi,  ai bellunesi che utilizzano i parcheggi pubblici.  L’accesso ai parcheggi con pagamento differito a mezzo  gettone (sistema che permette uno stazionamento dell’auto non temporalmente preventivato) è stato (in stazione) o sarà (a Lambioi) sostituito con il sistema del biglietto prepagato per un tempo determinato, da apporre sul cruscotto dell’auto.  Per ovvi motivi di traffico, tale sistema (se i distributori di biglietti almeno funzionassero!!!) potrebbe avere senso però unicamente in pieno centro, tant’è che esistendone già la possibilità strutturale, persino il sottoutilizzato park di via Feltre (ex MOI) potrebbe essere trasformato in parcheggio a gettone. A prescindere dalla necessità di maggiori controlli, che il sistema “biglietto orario prepagato” forzatamente impone  per la verifica dei pagamenti delle soste (forse i vigili non hanno altro da fare?),  sorge  anche il sospetto  di favori  nei confronti dei venditori di tutti questi nuovi macchinari.                                                                                                                                                                                             Tra le varie supposizioni che possono essere avanzate vi è comunque, in aggiunta, anche quella che, alla base della decisione di parificare il park della Stazione e quello di Lambioi a tutti gli altri della città, non vi sia tanto la volontà di omologazione dei vari parcheggi, quanto la disperata ricerca di maggiori introiti per il Comune.  Molte di più sarebbero infatti le multe sanzionate per i ritardati pagamenti o mancati rinnovi di biglietto, a chi non trovasse l’occasione per tornare a Lambioi o in stazione in tempo utile. Al Sindaco conviene quindi incassare multe che non vendere gettoni. Il vantaggio del gettone  per l’utente, è invece evidente,  soprattutto nei parcheggi decentrati, grazie alla tranquillità che offre nei tempi di permanenza. I parcheggi a pagamento sono stati pertanto trasformati da servizio all’utente a produttori di multe. In base a quanto sopra risulta chiaro che, a subire i disagi e a pagare le spese di tale disincentivante deterrente (paragonabile solamente alla negatività di un disco orario nei parcheggi del piazzale del Nevegal) sarebbero in particolar modo i turisti occasionali o quelli della visita mirata.         

                                                                                                                                                                                       Essi sarebbero, infatti, condizionati a visite contingentate dai tempi. La scomodità del sistema a tempo e le multe eventualmente ricevute per sforamento d’orario  scoraggerebbero i meno motivati a prolungare di qualche ora la propria permanenza o, addirittura, a tornare. L’unica vocazione a cui l’attuale Amministrazione ha condotto Belluno, parrebbe essere, quindi, quella della contraddizione e dell’improvvisazione.
Paolo Bampo – p.BL-PAB

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