Statistiche web
13.9 C
Belluno
lunedì, Marzo 16, 2026
HomeLettere Opinioni Zaia e la questione morale

Zaia e la questione morale

Parole importanti per una formazione politica che accetta da anni il conflitto d’interessi, continua a votare leggi ad personam e ha elaborato una legge elettorale che uccide la moralità e premia il servilismo.  Non possiamo nemmeno dimenticare che la Lega ha votato lo scudo fiscale e penale per gli evasori, il legittimo impedimento per il premier ed i ministri, il processo breve che manda in prescrizione una moltitudine di reati. Mentre sulle piazze invoca leggi più severe per i corrotti, in parlamento vota contro gli strumenti investigativi, l’informazione che permettono individuare ed intimorire i corrotti, contribuendo così a togliere sicurezza ai cittadini onesti.
Condivide il voto parlamentare con coloro che perseguono interessi particolari e facili profitti fondati su attività illegali, che ospitano il mafioso Mangano ad Arcore e lo chiamano eroe, sfuggendo più volte alla giustizia, umiliando le tante persone nel nostro paese che non arrivano a fine mese, giovani a cui è tolta la speranza del futuro, poveri, precari e disoccupati e chi ama un paese fondato sul merito e non sul ricatto e sui i favori. Alcuni parlamentari della Lega (e PDL), hanno sottoscritto una legge che proponeva l’abolizione dell’obbligo di arresto in flagranza, nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se di “lieve entità” (senza specificare come sia possibile una violenza sessuale di “lieve entità” nei confronti di un bambino!). La Lega ha appoggiato l’impressionante campagna mediatica dell’impero berlusconiano contro Fini (il giornale di famiglia lanciava le accuse, i quotidiani collaterali le facevano rimbalzare e le televisioni amplificavano il tutto), che richiamava ad  una politica più radicata nella legalità, contribuendo a sommergere, attraverso lo scandalo della casa di Montecarlo più pesanti misfatti, come la corruzione di magistrati, testimoni, parlamentari e nuove forme di corruzione. Ha dato fiducia al sottosegretario alla “Giustizia”(sich!) Giacomo Caliendo, che rimane al suo posto nonostante sia indagato per appartenenza alla loggia segreta P3. Ha votato la cancellazione dell’art. 13 della legge Falcone del 1991, cioè di una norma che estendeva i poteri di indagine sui reati di mafia, anche a tutti quei reati che sono più spesso collegati alla mafia. Il 22 settembre ancora, una maggioranza di deputati, tra cui la Lega, è giunta a usurpare il potere giudiziario, definendo “non decisive ai fini della colpevolezza di Cosentino” le intercettazioni che confermano la sua complicità con i camorristi casalesi. Nel frattempo prepara scudi immunitari con il sovrano Berluscone e non protesta per l’indegno silenzio del premier sull’assassinio camorristico del sindaco Vassallo a Pollica.
E’ davvero difficile dare credibilità alle parole del presidente della regione Veneto, soprattutto quando i suoi colleghi che siedono sulle poltrone romane si sono adagiati, come al “mercato delle vacche”, a favori e baratti, piuttosto che al servizio dei cittadini.  frutti raccolti fino ad oggi non fanno certo presagire nulla di buono.
Francesco Masut – Circolo PD di Cavarzano

 

- Advertisement -
- Advertisement - Roberto Denart
- Visite -

Pausa caffè

Sport & tempo libero

Milano-Cortina 2026: i dati di una edizione da record dei Giochi paralimpici invernali

Competizioni sportive, volontari, interventi di assistenza tecnica, consumi giornalieri nei Villaggi: numeri e curiosità dei Giochi Paralimpici che si concludono Milano, 15 marzo 2025 -...