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lunedì, Giugno 14, 2021
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Erri De Luca a Cortina InCroda: “Alpinisti sacri non ne conosco”

“Montagna sacra e profana”. E’ stato scelto un tema difficile e originale per la seconda serata di Cortina inCroda che ha nuovamente visto un pubblico numerosissimo all’Alexander Girardi. Un tema trattato dal direttore artistico Andrea Gris con Krystzof Wielicki, Sherpa Nuru Jangbu, il parroco decano di Cortina d’Ampezzo don Davide Fiocco e con l’intervento dell’opinionista di Cortina inCroda Erri De Luca. Ed è stato proprio De Luca a dare una sferzata al tema.
«Alpinisti sacri non ne conosco», ha detto De Luca, «profano invece è stato tutto l’alpinismo himalayano che fin dall’inizio ha dovuto calpestare tutte le cime considerate sacre dalle popolazioni locali. Non sono credente, la cima non mi avvicina a qualcosa di superiore, ma mi allontana dal punto dal quale sono partito. La cima è il punto più lontano dal quale ho iniziato il cammino, non è il traguardo è l’ultimo passo verso l’alto. La vera meta è tornare al punto di partenza, la cima è la metà del viaggio non la meta». Wielicki, definito l’uomo che corre sugli 8mila, colui che per primo ha salito l’Everest in inverno, colui che ha raggiunto le vette di tutti i 14 8mila della terra, sì è rivelato un interprete della montagna profana, ma non profanata dalle sue imprese, al limite delle possibilità umane. Sul palco di Cortina inCroda l’alpinista polacco ha raccontato le sue avventure straordinarie con semplicità. «Quando sei in vetta», ha detto, «pensi a scendere. Io non ho mai avuto pensieri diversi. La discesa non è una passeggiata, bisogna stare attenti e concentrati per tornare a valle sani e salvi». E a volte qualcuno non torna, qualche alpinista tragicamente scompare sulle vette. Lo sa bene il parroco di Cortina don Davide Fiocco, che tiene le fila di una cittadina legata alla montagna, fatta di alpinisti,  che amano le loro crode e le attraversano e  a volte non fanno ritorno a casa. «Sono anche io un montanaro», ha detto il sacerdote, «e come parroco di un paese di montagna porto il peso della comunità. Affronto la vita dei miei fedeli con la “pancia”, soffro con loro e cerco di aiutare  i miei compaesani a ritrovare la serenità dopo eventi tragici. La montagna regala emozioni anche solo aprendo le finestre la mattina, ma a volte ci porta via un amico, un compagno, un fratello, un uomo. Le ultime vicende che hanno scosso profondamente gli Scoiattoli e l’intera Cortina  sono state dure per tutti, ma la montagna chiede anche questi sacrifici».  Sacrifici che anche vivere in alta quota comporta, come ha raccontato in maniera sincera e simpatica, Sherpa Nuru Jangbu amico degli Scoiattoli. Nuru ha portato il discorso su un altro tipo di profanità, realistica  e quotidiana per chi vive in Himalaya. «Centinaia di spedizioni», ha detto, «lasciano sporcizia ai campi base, o lungo i tragitti che portano in vetta, e i portatori hanno il compito, che è un dovere morale, di ripulire le zone». Ironico Nuru che vive sopra i 3 mila metri ha detto delle Dolomiti: «le crode ampezzane sono interessanti, basse, diverse, ma interessanti». La seconda serata si è aperta con un ricordo a Claudio Zardini, per tutti Claudione. Il 14 luglio di 50 anni fa sulla cima della punta Giovannina in Tofana si strinsero la mano gli Scoiattoli  Albino Michielli, Lino Lacedelli e Claudio Zardini.La via sud ovest, un muro di 400 metri, fu aperta con 385 chiodi fatti a mano dal mitico Claudione e mercoledì sera Cortina inCroda lo ha ricordato simpaticamente strappando l’applauso commosso del pubblico. Lo Scoiattolo Renato Sottsass ha raccontato gli 8 mila metri del gruppo cortinesi. Le sue avventure e le sue emozioni. All’interno dell’LP26, tra i mostri sacri dell’alpinismo, immortalati negli scatti di Giulio Malfer in mostra nel locale cult di Cortina, Sottsass si è detto fortunato per aver raggiunto  le cime più alte della terra. Ha strappato l’applauso ancora prima di finire il suo intervento lo Scoiattolo Marco Ghedina “Tomasc”, il “Libraio magico” di Cortina inCroda, che per la serata ha suggerito otto libri. Perché Cortina inCroda è anche lettura e in sole due serate sono state vendute più di 200 copie di testi di montagna e sulla montagna. 600 i contatti in streaming sulle frequenze di Radio Cortina che trasmette la kermesse in diretta dall’Alexander Girardi. Un successo dovuto soprattutto alla genialità del direttore artistico Andrea Gris. Ironico, simpatico, mai pedante Gris sa tenere alto il livello di attenzione da parte del pubblico in sala e a casa. Con il suo format innovativo e dinamico Cortina inCroda è diventata una rassegna che sa regalare emozioni, mai noiosa. Numerosi sono infatti i complimenti che giungono all’Associazione da parte del pubblico, e del comune di Cortina d’Ampezzo che contribuisce in maniera concreta alla realizzazione della kermesse già confermata per i prossimi due anni. L’appuntamento con Cortina inCroda è per lunedì 19 alle 21 all’Alexander Girardi con una serata adrenalinica che avrà come protagonista il campione del mondo di arrampicata Adam Ondra e l’amico degli Scoiattoli Pietro Dal Prà.

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