13.9 C
Belluno
venerdì, Gennaio 22, 2021
Home Cronaca/Politica Agricoltura. Manzato: si doveva impedire che pochi sciagurati piantassero semi Ogm

Agricoltura. Manzato: si doveva impedire che pochi sciagurati piantassero semi Ogm

“Si doveva impedire che pochi sciagurati piantassero semi ogm; probabilmente il Governo stesso avrebbe dovuto intervenire direttamente per distruggere i campi inquinati, senza lasciando spazio a illusioni e chimere di un “progresso” che fa arretrare”. Secco e duro il commento dell’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato in appoggio alla manifestazione odierna contro il reato di coloro nei mesi scorsi hanno piantato mais OGM: “bisogna impedire che le piante modificate artificialmente possano inquinare quelle naturali. Presenze del genere possono essere devastanti per l’economia agricola del Veneto, del Nord Est e più in generale italiana: cosa potremmo raccontare circa le garanzie e la tipicità del “Made in Italy”, motivo di vanto per il nostro Paese? Avrei voluto essere anch’io in prima fila, ma sono stato trattenuto da altri impegni istituzionali a tutela di imprenditori agricoli e consumatori”.
“Questa è una vicenda esemplare rispetto al tentativo di pochi, certamente poco avezzi a spaccarsi la schiena lavorando nei campi, sobillati da miraggi e forse da lobby potenti, di impoverire una produzione di eccellenza mondiale – ha aggiunto Manzato – della quale forse l’unico difetto è che i nostri contadini sono i meno beneficiati economicamente rispetto al resto della filiera. Chi può e deve, approvi subito, ora, la legge sull’etichettatura dei prodotti che dice ai consumatori qual è l’origine delle materie prime”.
“Non possiamo restare inerti rispetto a gruppi di pressione che contrastano questa semplice e utile comunicazione di servizio. Ribadisco che solo un agroalimentare dalla coscienza sporca o dalla qualità non sicura di sé ha motivo di temere da un’etichetta chiara. Al contrario chi lavora per dare il meglio ha solo da guadagnarci: la nostra agricoltura è vincente sui mercati e può essere competitiva perchè sa proporre la singolarità, qualità e tipicità delle sue produzioni, che escono dagli schemi della omogeneità della mondializzazione e che rifuggono da generalizzazioni che inevitabilmente gli ogm porterebbero al nostro sistema primario”.
“Ora che l’Europa ha restituito ai singoli Stati membri le decisioni sull’eventuale coesistenza tra agricoltura tradizionale e ogm, confermo che il Veneto della qualità, della tipicità e del valore aggiunto nella biodiversità sceglie di essere ogm free; e di questo faremo un elemento di ulteriore valorizzazione per vendere l’ottimo “made in Veneto” e incrementare il reddito delle nostre imprese”.
“C’è chi identifica ogm con ricerca e innovazione e agricoltura tradizionale con oscurantismo. Non prendiamoci in giro: una affermazione del genere su questo argomento serve a coprire la vendita e l’uso di organismo modificati sterili progettati e realizzati altrove, il cui effetto è inevitabilmente la perdita di reddito per chi, anziché usare il telefono, si sporca di terra ogni giorno lavorando la terra in funzione di un agroalimentare genuino e di qualità. Qui in Veneto, in Europa, la qualità l’abbiamo progettata, ricercata, realizzata e la miglioriamo ogni giorno senza modificare artificiosamente il dna. Penso al radicchio tanto per citare un prodotto veneto qualsiasi; ma anche formaggi, sopressa, vini e via dicendo sono frutto di grande ricerca e sempre di grande innovazione, continua e quotidiana, Chi pensa che bere amarone sia una cosa ovvia ma che il futuro sia degli ogm dimostra di non capire quale sia la vera scienza da spingere e finanziare qui in Italia. Se davvero qualcuno ritiene che ci siano dei benefattori dell’umanità, che siano i governi a compensarli, non i contadini privati della proprietà dei semi per la vita loro e delle future generazioni”.
“Il vero problema è di tutelare le nostre autentiche produzioni nel mondo – ha concluso Manzato – e di venderle al meglio, investendo (penso a quell’imprenditore veneto che ha operator per produrre pasta di grano duro a km 0) nell’innovazione imprenditoriale ma anche in promozione e valorizzazione Su questo fronte in Veneto contadini e artigiani, ma anche tante piccole industrie, sono stretti alleati: i 33 prodotti DOP e IGP, i 365 prodotti del Veneto censiti nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari, le 25 DOC e le 8 DOCG dei vini rappresentano infatti un biglietto da visita di qualità non solo per il comparto produttivo primario ma anche per l’artigianato e più in generale per tutto ciò che è made in Veneto”.

Share
- Advertisment -

Popolari

Elettrodotto in Valbelluna. Vivaio: attenti a Terna, cerca un varco per imporre un progetto anacronistico

"Leggiamo oggi sulla stampa il nulla di fatto riguardo l'incontro avuto dalla Provincia con Terna. A differenza di Enel, Terna gioca a rimpallare la...

Emergenza Covid: da domani attivo il nuovo drive-in per i tamponi nella zona industriale di Paludi

Novità importante per tutta la Conca dell’Alpago. Da domani, sabato 23 gennaio, sarà  attivo il nuovo drive-in per l’effettuazione dei tamponi gestito dall’Ulss 1...

Commissariamento Arpav: pieno caos. La denuncia delle Rappresentanze sindacali

Ente Regione, Presidente Zaia, Comitato d’Indirizzo, crediamo sia necessario ribadire con chiarezza la nostra preoccupazione ed il nostro forte disagio per la situazione creatasi in ARPAV...

Rete elettrica. Incontro Provincia-Terna-ministro D’Incà. Padrin: «Chiediamo a Terna di conoscere i piani relativi all’intero Bellunese»

La Provincia di Belluno ha incontrato oggi i vertici di Terna, per continuare a ragionare dei miglioramenti infrastrutturali che riguardano le reti elettriche del...
Share