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Agricoltura. Manzato: si doveva impedire che pochi sciagurati piantassero semi Ogm

“Si doveva impedire che pochi sciagurati piantassero semi ogm; probabilmente il Governo stesso avrebbe dovuto intervenire direttamente per distruggere i campi inquinati, senza lasciando spazio a illusioni e chimere di un “progresso” che fa arretrare”. Secco e duro il commento dell’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato in appoggio alla manifestazione odierna contro il reato di coloro nei mesi scorsi hanno piantato mais OGM: “bisogna impedire che le piante modificate artificialmente possano inquinare quelle naturali. Presenze del genere possono essere devastanti per l’economia agricola del Veneto, del Nord Est e più in generale italiana: cosa potremmo raccontare circa le garanzie e la tipicità del “Made in Italy”, motivo di vanto per il nostro Paese? Avrei voluto essere anch’io in prima fila, ma sono stato trattenuto da altri impegni istituzionali a tutela di imprenditori agricoli e consumatori”.
“Questa è una vicenda esemplare rispetto al tentativo di pochi, certamente poco avezzi a spaccarsi la schiena lavorando nei campi, sobillati da miraggi e forse da lobby potenti, di impoverire una produzione di eccellenza mondiale – ha aggiunto Manzato – della quale forse l’unico difetto è che i nostri contadini sono i meno beneficiati economicamente rispetto al resto della filiera. Chi può e deve, approvi subito, ora, la legge sull’etichettatura dei prodotti che dice ai consumatori qual è l’origine delle materie prime”.
“Non possiamo restare inerti rispetto a gruppi di pressione che contrastano questa semplice e utile comunicazione di servizio. Ribadisco che solo un agroalimentare dalla coscienza sporca o dalla qualità non sicura di sé ha motivo di temere da un’etichetta chiara. Al contrario chi lavora per dare il meglio ha solo da guadagnarci: la nostra agricoltura è vincente sui mercati e può essere competitiva perchè sa proporre la singolarità, qualità e tipicità delle sue produzioni, che escono dagli schemi della omogeneità della mondializzazione e che rifuggono da generalizzazioni che inevitabilmente gli ogm porterebbero al nostro sistema primario”.
“Ora che l’Europa ha restituito ai singoli Stati membri le decisioni sull’eventuale coesistenza tra agricoltura tradizionale e ogm, confermo che il Veneto della qualità, della tipicità e del valore aggiunto nella biodiversità sceglie di essere ogm free; e di questo faremo un elemento di ulteriore valorizzazione per vendere l’ottimo “made in Veneto” e incrementare il reddito delle nostre imprese”.
“C’è chi identifica ogm con ricerca e innovazione e agricoltura tradizionale con oscurantismo. Non prendiamoci in giro: una affermazione del genere su questo argomento serve a coprire la vendita e l’uso di organismo modificati sterili progettati e realizzati altrove, il cui effetto è inevitabilmente la perdita di reddito per chi, anziché usare il telefono, si sporca di terra ogni giorno lavorando la terra in funzione di un agroalimentare genuino e di qualità. Qui in Veneto, in Europa, la qualità l’abbiamo progettata, ricercata, realizzata e la miglioriamo ogni giorno senza modificare artificiosamente il dna. Penso al radicchio tanto per citare un prodotto veneto qualsiasi; ma anche formaggi, sopressa, vini e via dicendo sono frutto di grande ricerca e sempre di grande innovazione, continua e quotidiana, Chi pensa che bere amarone sia una cosa ovvia ma che il futuro sia degli ogm dimostra di non capire quale sia la vera scienza da spingere e finanziare qui in Italia. Se davvero qualcuno ritiene che ci siano dei benefattori dell’umanità, che siano i governi a compensarli, non i contadini privati della proprietà dei semi per la vita loro e delle future generazioni”.
“Il vero problema è di tutelare le nostre autentiche produzioni nel mondo – ha concluso Manzato – e di venderle al meglio, investendo (penso a quell’imprenditore veneto che ha operator per produrre pasta di grano duro a km 0) nell’innovazione imprenditoriale ma anche in promozione e valorizzazione Su questo fronte in Veneto contadini e artigiani, ma anche tante piccole industrie, sono stretti alleati: i 33 prodotti DOP e IGP, i 365 prodotti del Veneto censiti nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari, le 25 DOC e le 8 DOCG dei vini rappresentano infatti un biglietto da visita di qualità non solo per il comparto produttivo primario ma anche per l’artigianato e più in generale per tutto ciò che è made in Veneto”.

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