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Zaia:“Diamo alla Regione il suo statuto.I tempi sono maturi per un federalismo a geometria variabile”

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha citato Luigi Sturzo, Giuseppe Mazzini e Luigi Einaudi nel suo discorso al Consiglio regionale del Veneto, convocato in seduta straordinaria per il quarantesimo anniversario della sua prima seduta. Il Governatore ha rivolto grande attenzione alla crisi economica: “Mai come oggi, dobbiamo guardare agli interessi delle famiglie – ha detto – delle piccole aziende, dei lavoratori che stanno pagando un conto altissimo a scelte economiche davvero dissennate, degli imprenditori che coraggiosamente resistono alla crisi. Dobbiamo guardare ai quei settori, come il manifatturiero, che vogliamo rimangano tra i capisaldi economici della Regione. Mai come oggi è necessario convincere della necessità di quel federalismo a geometria variabile che è l’unica speranza per tenere insieme il Nord e il Sud di questo Paese. Lo ripeto: è impensabile continuare a chiedere sacrifici a coloro che hanno già dato. Peraltro, senza una piena attuazione del federalismo, il conto più caro lo pagherebbero proprio i territori più deboli, più indebitati, peggio governati di questo Paese”. “I tempi sono maturi – ha aggiunto il presidente Zaia – perché si scardini l’erronea convinzione che l’eguaglianza richieda l’uniformità. Il federalismo a geometria variabile amplia, e non riduce, il ventaglio di possibilità di risposta alle necessità sociali di territori diversi; migliora, e non peggiora, l’efficacia delle risposte delle politica e dell’amministrazione alle esigenze dei cittadini”.
Il presidente della Regione ha chiuso il suo intervento rivolgendo un appello al Consiglio “affinché si possano trovare senso di responsabilità, motivazioni e spirito di squadra tali da poter dare al Veneto il suo Statuto, la sua fonte normativa. Non si facciano eccessivi tatticismi su questo argomento. Si guardi al futuro – ha detto – con spirito libero e con generosità. Senza una reale, sincera collaborazione fra tutte le forze politiche qui rappresentate, la nostra Regione non avrà la sua Legge, come prevede invece la Costituzione. Nella vita delle Nazioni – diceva Einaudi – di solito l’errore irreparabile è di non saper cogliere l’attimo fuggente. Senza una reale e vera collaborazione su questo tema, che riguarda il futuro di noi tutti e del nostro Veneto, scaveremo un nuovo solco profondo fra il Palazzo e la piazza, fra il popolo e la politica, senza poter più distinguere le idee dalle illusioni. E senza aver saputo cogliere un attimo così utile per il nostro popolo. Che vinca, in quest’aula prima che altrove, il Veneto delle idee”.

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