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La protesta del pubblico impiego, scuola, università e ricerca. Corteo a Roma il 12 giugno

I provvedimenti annunciati dal governo nella manovra economica hanno provocato una diffusa protesta anche nella nostra regione. La CGIL sostiene la giusta mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici e si oppone ad una manovra iniqua. Dopo gli annunci e le smentite dei giorni scorsi, finalmente il governo ha gettato la maschera e presenta una manovra economica da 24 miliardi per il biennio.
La manovra deve essere cambiata perché:
1) Colpisce il salario, blocca il contratto nazionale e la contrattazione integrativa,
Attraverso il blocco del rinnovo del contratto 2010/2013 e delle retribuzioni complessive, “che non possono superare quelle del 2009”, prevedendo anche che “Gli incrementi stipendiali già intervenuti coi contratti collettivi del biennio 2008-2009 dovranno essere ridotti alla misura del 3,2%”.
Questo significa:
– che si bloccano per quattro anni i rinnovi dei contratti già scaduti lo scorso dicembre
(questo comporta un danno permanente e progressivo di qualche migliaio di euro sul
piano salariale, con conseguenze anche sul piano previdenziale).
– che saranno ridotte le risorse per la contrattazione integrativa.
– che hanno previsto anche il blocco della contrattazione integrativa dal 2009, con
conseguenti tagli alla produttività ed il blocco delle progressioni economiche!!
2) Blocca le assunzioni, licenzia i precari e taglia ancora sui servizi, con il blocco del turn over fino al 2015 (significa 90 mila assunzioni in meno) e il licenziamento
dei precari (sono a rischio almeno 45 mila posti di lavoro), che pregiudicano pesantemente la funzionalità dei servizi e la loro stessa sopravvivenza !!
con tagli di circa 5,5 miliardi di euro per gli enti locali e di almeno 4,2 miliardi per le regioni, che avranno ripercussioni sui servizi alla persona, a partire dalla sanità, l’assistenza e il sistema previdenziale!!
3) Interviene ancora sulle pensioni e colpisce le donne, con la riduzione delle finestre, l’accelerazione dell’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici pubbliche, attraverso interventi sulle liquidazioni del pubblico Impiego!!
– Per le donne si accelera l’età pensionabile ai 65 anni.
– Le liquidazioni saranno congelate al valore maturato al 31 dicembre 2010 e saranno
saldate in tre anni, anziché in un’unica soluzione alla cessazione del rapporto di lavoro.
4) Attenta alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, esonerando le Amministrazioni Pubbliche dall’obbligo di rispettare la normativa sulla sicurezza!!
Infine, il governo attacca i diritti del lavoro, prevedendo la cancellazione dello Statuto dei lavoratori!

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